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Veltroni festeggia e D’Alema scompare

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Tutto come da copione. Nemmeno un po’ di suspance: Veltroni ha preso il 75 per cento dei voti e il 25 se lo sono diviso Rosy Bindi e Enrico Letta. Il Pd è nato all’insegna di un grande successo di pubblico. Un successo – è sicuro – gonfiato, come del resto accadde l’altra volta nell’elezione di Romano Prodi. E comunque che i votanti  siano stati un milione e mezzo o tre milioni, sono pur sempre molti. Il bagno di folla c’è stato.

Il candidato Walter , che negli ultimi giorni della campagna elettorale ha portato la croce cantando (chi ha potuto gli ha ammollato più di una sberla), adesso si gode il risultato ottenuto: è segretario con una massiccia investitura popolare.  La balia Bettini – dicono – ha brindato per tutta la notte.  Fassino si è esaltato sperando in un suo ingresso prossimo venturo al governo. Rutelli ha speso parole vuote, come è solito. Prodi ha fatto  finta di essere contento, ma con una faccia che tradiva l’umore malmostoso. E D’Alema? Niente. Non è apparso né ad un telegiornale né in trasmissioni di commento. Non una parola. Nada de nada. Un  silenzio assordante.  Il successo di Walter è  storicamente inversamente proporzionale al suo:  tanto cresce l’uno, tanto cala l’altro. Sin qui Baffino era stato sempre il vincitore e l’ex golden boy di Botteghe Oscure sempre lo sconfitto. Fu così quando si sfidarono per la carica di segretario del Pds e fu così quando cadde il primo governo Prodi,  ieri invece, per la prima volta, la storica tendenza si è invertita: Veltroni sugli scudi, D’Alema in cantina.  Quest’ultimo però non va mai dato per finito. Per ora ha deciso – come lui stesso ha detto – di prendere la via dell’estero. Ma tornerà.  Mortadella e  Baffino saranno un problema serio per il neosegretario del Pd. Per ora i due faranno buon viso a cattivo gioco, ma appena possibile daranno il via agli agguati.

Intanto, è il momento di Walter e lui non se lo lascerà sfuggire. Giocherà tutte le sue carte. E’ inutile menare il can per l’aia, la maggioranza di governo dovrà gestire il seguente problemino: è possibile tenere a Palazzo Chigi un uomo circondato dal più ampio discredito popolare, come Romano Prodi, e lasciare in panchina l’esponente gauchiste più amato dagli italiani, cioè Veltroni? Aldilà delle parole, il conflitto è nei fatti. E scoppierà in tempi brevi. Anche perché, spenti i riflettori delle Primarie, Walter dovrà evitare che il dissenso della gente verso le scelte del governo,  travolga anche lui. Anzi, dovrà cercare di far dimenticare Prodi, che gli italiani appena se lo ricordano s’incazzano.

Insomma, sarà durissima. E non è detto che il segretario del Pd sopporti questo calvario. E’ probabile che alla fine o vada lui direttamente a Palazzo Chigi o accetti l’ipotesi di nuove elezioni, pur di non essere tritato dal discredito prodiano. Da ieri quindi è iniziata per Walter una nuova missione: come liberarsi di Prodi e della sinistra  estremista col sorriso sulla bocca e il dito sul grilletto. Ce la farà? E’ quasi impossibile. Ma se non ce la farà, se lo scorda di vincere le elezioni. Fossero fra sei mesi, fra due anni o fra quattro.

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4 COMMENTS

  1. E’ vero: ormai è Veltroni
    E’ vero: ormai è Veltroni il padrone del Pd. L’unico che lo può contrastare è Prodi, ma non sarà facile nemmeno per lui. Gli altri, in testa D’Alema devono attendere tempi migliori o rassegnarsi al declino.

  2. Veltroni
    Tutto vero. Mi interesserebbe però un’analisi della figura di Veltroni più approfondita. Chi è davvero? Io credo che abbia notevoli capacità. Conosce alla perfezione le regole della comunicazione, ha fair play ed è fantasioso. Non è un politico qualsiasi è “un uomo nuovo”. Occorre andare in profondità.

  3. UÒLTER CIALTRONI
    Te lo dico io chi è Veltroni;
    Come sindaco qui a Roma ha pensato beatamente ai cazzi suoi e a farsi pubblicità, con buona connivenza di una stampa faziosa.
    La città è al degrado totale, e costui ha pure il coraggio di parlare di “modello Roma”.
    Le capacità che ha dimostrato di avere Veltroni si fermano alla comunicazione;
    Per il resto è un’ ameba, cioè un governante con un diploma di terza media.
    E’ fantasioso?? Certo che si!!! Solo un “genio della creatività” come lui può tenere insieme Kennedy e Berlinguer, De Gregori e Madre Teresa, il cristianesimo-ateo…
    Veltroni… vai a lavorare un secondo della vita tua!!!

  4. veltroni non può rifare il
    veltroni non può rifare il d’alema del ’98. quindi più probabile che si dimeni per un po’ e che, quando la situazione si sarà fatta insostenibile, cioè l’autunno prossimo, si rivada a votare.

    d’altraparte, però, se qualcun’altro fa cadere prodi, allora si offre a veltroni il ruolo di salvatore della patria. il centro-destra deve stare attento a non cascare in quel pantano

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