Home News Veltronia: tra Matrix e Second Life

Veltronia: tra Matrix e Second Life

4
69

Il guaio di Roma è che tutto il peggio è già stato detto e scritto ma questo non ha alcuna influenza sulla credibilità del sindaco. E’ il capolavoro mediatico di Walter Veltroni: separare la sua propria immagine da quella devastata e sofferente della città.
Per una sorte di miracolo comunicativo romani percepiscono con esattezza tutti i difetti della capitale ma non li collegano al sindaco, che viene invece avvertito come un’entità benevola e superiore, privo di colpe per quello che non funziona e colmo di meriti per le sue promesse e i suoi sogni. In misura minore ma comunque sostanziosa questo accade anche rispetto al suo partito  e in genere alla sinistra. A Veltroni, nonostante militi nel Pci-Ds da decenni, ne sia stato ai vertici con continuità e abbia fatto il segretario per alcuni anni, viene riconosciuta una sorta di verginità, una alterità di fondo rispetto all’immagine usurata e polverosa dell’apparato e della sinistra in genere.

Ma il fenomeno a Roma è ancora più incredibile. Forse i non romani non se ne rendono conto appieno. Leggono sulla stampa  le prodezze del sindaco, i suoi successi, le sue realizzazioni e, non disponendo di versioni alternative – poiché l’intera comunità giornalistica è più o meno consapevolmente al suo servizio – e soprattutto non vivendo a Roma, tendono a credere che ci sia qualcosa di vero. I romani sanno che non è così ma sono vittime di un incantesimo mediatico, di una fascinazione che li rende incapaci di attribuire a Veltroni il disastro sotto i loro occhi. Sono come i cittadini di Matrix prima di pretendere la pillola rossa che gli mostra la realtà del loro mondo.

E’ solo in virtù di questo fenomeno che, in una città dove le centraline anti-smog vanno in tilt quasi ogni giorno, le strade sono invase dalla spazzatura e il verde pubblico è ai minimi in Europa, Veltroni può mettere al centro del suo programma il tema dell’ambiente ed essere creduto. Allo stesso modo il sindaco può promettere sicurezza in una città dove non esistono controlli e regna l’impunità. O può sembrare affidabile quando parla di crescita economica per il paese mentre a Roma si arricchiscono solo i costruttori (ma le statistiche non lo svelano).

I sondaggi prontamente rilasciati dopo il discorso di Torino già danno il gradimento del sindaco sopra il 70 per cento e senza aver detto o fatto nulla. E’ un tipico fenomeno del veltronismo: tutto si concentra nell’annuncio, nella scenografia dell’evento, nella tempistica. In questo Walter è maestro: senza una notizia si è guadagnato le prime 9 pagine su tutti i principali quotidiani italiani. Prodi suda sette camice per conquistarne una e spesso è pure controproducente.

Veltroni è riuscito nel tempo a costruire attorno a se una sorta di “second life” parallela dove egli può cambiare i connotati al mondo come più gli piace. E’ il signore assoluto del suo altrove virtuale : può volare, passare attraverso i muri, essere ubiquo, dar da bere all’Africa e fare il presidente del Consiglio. Lì dentro tiene in trappola il 70 per cento degli italiani. Forse è a questo che pensa quando dice che serve “una nuova Italia”. 

  •  
  •  

4 COMMENTS

  1. Veltroni, molti sondaggi e zero idee
    Lasciatemi definire “esilarante” il sondaggio Ipr per Repubblica, secondo cui il 72% degli Italiani condivide ciò che ha detto Veltroni a Torino. Il quotidiano di Ezio Mauro prova a stupirci con effetti speciali, ma in realtà mi pare che ci sia da meravigliarsi più per il 28% che ha risposto “no”. Ad ogni buon conto sappiate che mi sento compreso in quel 72%, pur avendo il sottoscritto più possibilità di convertirsi al buddismo che di votare a sinistra. Come si fa ad obiettare qualcosa a chi ti propone il vuoto pneumatico? Come si fa a non essere d’accordo con chi snocciola un elenco di banalità e sgrana un rosario di luoghi comuni? Si può rispondere “non è vero” a chi dice che i giovani e gli anziani, l’ambiente e la sicurezza sono questioni da affrontare con priorità? Certi problemi – ipse dixit – non sono di destra, nè di sinistra. Ovvio. Si dà il caso, però, che siano di destra o di sinistra le soluzioni da adottare per quei problemi. Un piccolo dettaglio di cui Mandrake Veltroni dovrà prima o poi rassegnarsi a tenere conto, se davvero intende candidarsi alla guida di questo Paese. E allora si troverà ad un bivio fatale. Prima ipotesi, più teorica che altro: cambiare la linea politica del centrosinistra, puntando sul riformismo moderato. Ciò presupporrebbe rompere con la sinistra radicale (che ormai comprende a tutti gli effetti anche una robusta fetta di ex diessini). Conseguenza: il valore eventualmente aggiunto da Veltroni sul piano elettorale sarebbe vanificato e azzerato dal venir meno del consenso e dell’appoggio di Rc, Pdci, Verdi, Sinistra Democratica e compagnia cantante.
    Seconda ipotesi, a mio giudizio senz’altro più probabile: Veltroni prenderà atto della necessità di far coesistere le mille anime dell’Unione e sceglierà di non scegliere (come del resto è abituato a fare), rifugiandosi in un ecumenismo di facciata. E aggiungerà ad una coalizione che ha già fin troppe incongruenze e incoerenze le sue personali contraddizioni: ipocrita censore del comunismo in mezzo agli ex, post e attuali comunisti; sedicente kennediano circondato da antiamericani; leader che vorrebbe recuperare consensi al Nord mentre fa il sindaco a Roma eccetera eccetera. Conseguenza: l’unica differenza rispetto a Prodi sarà una faccia più presentabile o almeno resa tale dal battage mediatico. Poco, decisamente troppo poco. Se non ci fermeremo all’immagine, davvero non vedremo alcuna reale forma di discontinuità. E il “pollice verso” degli elettori sarà inevitabile.

  2. Dalle mie parti si dice : “
    Dalle mie parti si dice : ” chi fa la cacca sotto la neve prima o poi verra’ scoperto “.
    Federico

  3. ATTENZIONE: CE STANNO A PROVA’….
    I SINISTRI STANNO EHM…GOVERNANDO.LO STANNO FACENDO NEL PEGGIORE DEI MODI.GLI ITALIANI SE NE SONO ACCORTI, E I RISULTATI SI SONO VISTI ALLE RECENTI AMMINISTRATIVE.
    SONO RIUSCITI A DISTOGLIERE L’ATTENZIONE, ANCORA UNA VOLTA, BISOGNA DARGLIENE ATTO…IN UN COLPO SOLO NON SI PARLA PIU’ TANTO DI SINISTRA ALLO SBANDO, DI COCENTI SCONFITTE, DI DELEGITTIMAZIONE DELLE ISTITUZIONI E PERFINO L’ISCRIZIONE DI VISCO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI PER MINACCE PASSA IN SECONDO PIANO DI FRONTE AL SESTO BEATLE, WALTER L’AMMERICANO. MA I ROMANI AVVEDUTI, QUELLI CHE VANNO A LAVORO TUTTE LE MATTINE IN UNA CITTA’ SPORCHISSIMA,STRESSATA DAL TRAFFICO CRONICO E DA UNA DELINQUENZA SEMPRE PIU’ DILAGANTE SANNO CHI E’ QUESTO SINDACO…

  4. E’ l’uomo nuovo che ormai da
    E’ l’uomo nuovo che ormai da quaranta anni o giù di lì è esponente di picco del PCI-PDS-DS-PD.
    Ora sarà votato con le primarie e avrà così la investitura popolare.
    Contenti loro !

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here