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Venezuela: Chavez espelle ambasciatore colombiano

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Il governo venezuelano ha deciso di espellere dal Paese l'ambasciatore e il personale diplomatico colombiano.

L'espulsione è avvenuta in seguito all'incursione militare colombiana in territorio ecuadoriano costata la vita sabato a un alto dirigente delle milizie ribelli della Farc, Raul Reyes. A dare l'annuncio è stato il Ministero degli Esteri di Caracas. La decisione è stata presa "in difesa della sovranità della patria e la dignità del popolo venezuelano", come si legge nel comunicato diffuso dal Ministero.

Secondo quanto affermato dalla polizia colombiana - che ha citato documenti sequestrati a Reyes - le Farc avevano finanziato in passato il presidente venezuelano Hugo Chavez e hanno ricevuto centinaia di milioni di dollari da Caracas; inoltre, erano interessate all'acquisto di uranio.

"Quando si parla dei negoziati per l'acquisto di 50 chili di uranio significa che le Farc stanno facendo grandi passi nel mondo del terrorismo per diventare aggressori globali: non parliamo più di guerriglia interna ma di terrorismo internazionale", ha dichiarato il capo della polizia colombiana, generale Oscar Naranjo, spiegando che i documenti sono stati recuperati dal computer portatile di Reyes.

Inoltre - sempre stando ai documenti sequestrati - il presidente venezuelano Hugo Chavez avrebbe finanziato le Farc con 300 milioni di dollari: la nota era datata 14 febbraio ma non è chiaro se Caracas abbia effettivamente trasferito il denaro e se questo costituisse un pagamento per la liberazione di sei ostaggi ottenuta proprio grazie alla mediazione venezuelano.

Naranjo ha anche parlato di una "alleanza armata" tra le milizie e il governo di Chavez; secondo il capo della polizia altri documenti provano come anche le Farc avessero finanziato il leader bolivarista dopo il fallito colpo di stato di cui fu protagonista nel 1992: "Una nota spiega come Chavez fosse grato per i cento milioni di pesos che le Farc gli fecero avere mentre si trovava in prigione". L'allora colonnello dei paracadutisti Chavez - al potere dal 1999 - rimase in carcere solo due anni, beneficiando nel 1994 dell'amnistia concessa dal presidente Rafael Caldera.

Le autorità venezuelane hanno immediatamente smentito: "Siamo abituati alle bugie del governo colombiano, qualsiasi cosa dicano non ha importanza", ha dichiarato il vicepresidente Ramon Carrizalez. Naranjo ha anche rivelato come alcuni documenti svelino i rapporti fra le milizie ribelli e il governo dell'Ecuador, che avrebbe desiderato una "normalizzazione" dei rapporti con le Farc: affermazioni che l'esecutivo di Quito ha subito smentito e successivamente ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con Bogotà.

Sul piano militare, la Colombia non ha effettuato alcuno spostamento di truppe alle frontiere con il Venezuela e l'Ecuador, dopo che sia Caracas che Quito avevano inviato ieri effettivi ai confini e richiamato i rispettivi ambasciatori a Bogotà.

 

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