Venezuela. Chávez rifiuta il nuovo ambasciatore Usa
19 Dicembre 2010
di Redazione
Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha annunciato che non autorizzerà l’ingresso nel suo paese del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti, Larry Palmer, accusato di aver "mancato di rispetto" il governo del Venezuela.
Chavez si riferisce a un questionario al quale Larry Palmer ha risposto durante un’audizione davanti al Senato: il futuro ambasciatore Usa assicurava che i guerriglieri colombiani erano in Venezuela, che Cuba esercitava influenza sulle Farc, le forze armate venezuelane, e che il livello morale dei vertici militari riguardo alla rivoluzione bolivariana del presidente "era sempre meno motivato e entusiasta".
Nei giorni scorsi, Arturo Valenzuela, alto funzionario del Dipartimento di Stato Usa, aveva confidato che il Senato di Washington approverà "al più presto" la nomina di Palmer. Chavez ha quindi tenuto oggi a ribadire che l’insediamento di Palmer a Caracas sarà considerato un nuovo passo nella "linea di interventismo, ingerenza e aggressione dell’impero americano contro il popolo venezuelano". "Abbiamo già chiarito a Washington che ci è impossibile accettare l’ambasciatore Palmer, a causa della gravità delle sue azioni", ha detto Chavez.
Intanto, ieri, il Parlamento venezuelano ha concesso al presidente i poteri speciali che aveva chiesto per fare fronte alla crisi provocata dalle inondazioni che hanno colpito il Paese, provocando la morte di 40 persone e lasciandone altre 140mila sfollate. Chavez potrà così, per 18 mesi, varare leggi come decreti, senza alcun controllo da parte dell’Assemblea nazionale, ora dominata dai suoi sostenitori, ma in scadenza a gennaio, quando si insedieranno i nuovi deputati, molti di più dell’opposizione, eletti lo scorso settembre. Chavez ha preannunciato di aver già messo a punto un pacchetto di 20 leggi che saranno approvate per decreto il prima possibile.
