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Vertice PPE a Milano, Salini: Azioni militari contro trafficanti, ma tutti i Paesi Ue accolgano profughi

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“L’Unione Europea ha un obbligo: difendere le proprie frontiere dai trafficanti di esseri umani e dai terroristi. Ma deve anche difendere la civiltà e la democrazia che non possono essere disgiunte dal sentimento di umanità verso i rifugiati”. Così Massimiliano Salini, eurodeputato Ncd-Ppe all’apertura dei lavori di oggi a Milano del bureau meeting del Partito Popolare Europeo, chiamato a discutere i dossier sull’immigrazione e sul Trattato Transatlantico. Presenti al summit i dirigenti e il presidente del Ppe Manfred Weber, il direttore dell’Europol Rob Wainwright e il ministro degli Interni Angelino Alfano.  «L’ultima strage di migranti ha scosso la coscienza dei Paesi europei come prima non era mai successo - ha detto Salini - ma l’espressione di cordoglio rischia di apparire un'ipocrisia macabra. L’UE è ancora troppo divisa sul budget e sui metodi. I governi non possono pensare di eludere il confronto con il Parlamento di Strasburgo e il Ppe è il luogo dove trovare la sintesi in vista del Consiglio europeo sull’immigrazione convocato con urgenza».  «Quelli di Spagna, Francia, Italia e Grecia non sono confini nazionali ma europei. Purtroppo, ad oggi, non c’è stato il riconoscimento di questo dato di fatto. Il risultato è si moltiplicano i morti e abbiamo 300mila migranti pronti a partire verso le nostre coste. Bisogna avviare azioni militari contro obiettivi specifici, anche in chiave preventiva, distruggendo le imbarcazioni dei trafficanti. Non si deve avere paura di usare ogni mezzo possibile. Finora l’UE ha fallito, Frontex ha avuto risorse insufficienti e regole di ingaggio inefficaci. E’ il momento di passare dalle dichiarazioni ai fatti». Sulla gestione dei rifugiati raccolti in mare: «Verremmo meno al compito di civiltà che spetta all’Europa se escludessimo operazioni di salvataggio e accoglienza. Tutti i Paesi membri devono fare la loro parte e ospitare i profughi. Anche quelli che non sono esposti direttamente ai flussi migratori e che oggi oppongono resistenza. L’Italia non va lasciata sola».

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