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Via libera dell’Ue al taglio del cuneo fiscale

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La commissione Ue ha finalmente sciolto le riserve sul taglio del cuneo fiscale: non costituiscono aiuti di Stato. I dubbi di Bruxelles erano nati subito dopo il varo della finanziaria che conteneva lo "sconto" sul costo del lavoro per le imprese, escludendo però banche e assicurazioni.

E proprio l'Abi e l'Ania si erano rivolte proprio all'Ue per evidenziare la discriminazione. Ed effettivamente secondo Bruxelles gli aiuti sarebbero stati troppo selettivi se limitati solo ad alcune categorie.

L'Italia è dovuta così correre ai ripari. Il governo, a maggio, ha infatti varato un dl che prevedeva l'allargamento dell%27agevolazione anche agli istituti di credito e assicurativi. Oggi è finalmente arrivato l'ok definitivo della commissione, che permette cosi di archiviare la controversia.

L'estensione del provvedimento costerà circa mezzo miliardo in più, rispetto ai 2,5 miliardi previsti per il 2007. La spesa salirà quindi a 4,4 miliardi nel 2008 e a 4,7 miliardi nel 2009. L'intervento prevede, in particolare, un taglio del 5% sul costo del lavoro che si applica sulla base imponibile Irap. In pratica lo sconto sui singoli lavoratori, assunti a tempo indeterminato, e' pari a 5.000 euro, cifra che sale a 10.000 euro nelle regioni delle aree svantaggiate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Rimangono comunque escluse dal taglio le imprese che operano in concessione e a tariffa nei settori dell' acqua, energia, infrastrutture, poste, trasporti, telecomunicazioni, raccolta e depurazione delle acque di scarico, raccolta e smaltimento dei rifiuti. Lo sconto è partito a febbraio, ma fino a giugno è stato limitato alla metà. Mentre da luglio l'agevolazione è stata applicata interamente.

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