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Visco: tasse mai così alte dal dopoguerra

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Il pareggio di bilancio può essere raggiunto con la manovra finanziaria che si approverà il prossimo anno, ma senza fare ricorso ad un aumento delle tasse: «la pressione fiscale, che ha raggiunto livelli ineguagliati nella storia del dopoguerra, non può essere più incrementata». A dirlo è il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco.

Davanti alla commissione Bilancio del Senato il vice ministro indica il settore della spesa come quello su cui intervenire. «Più che l'esecutivo - dice - sarà il Parlamento a dover individuare le misure per eliminare la spesa corrente improduttiva e ridurre drasticamente gli sprechi».

Sul fronte delle entrate Visco ha spiegato che «l'uscita dalla fase di emergenza dei conti pubblici, nella quale versava il Paese all'avvio della legislatura, è stata conseguita grazie ad una crescita importante e strutturale del gettito erariale, a sua volta derivante da un sostanziale mutamento delle aspettative dei contribuenti».

Visco fornisce la ricetta che «riduce la convenienza ad evadere»: «Una combinazione equilibrata di controlli e sanzioni». Grazie a questo - aggiunge - il governo ha avviato un'opera di riduzione del prelievo e di ridefinizione della base imponibile.

 E spiega «non vi è dubbio inoltre che, ricorrendo ad un'ulteriore manovra correttiva nel prossimo esercizio, potrà essere conseguito l'obiettivo del pareggio di bilancio». Ma «rispetto agli strumenti che il Governo può utilizzare, certamente la pressione fiscale, che ha raggiunto livelli pressochè ineguagliati nella storia del dopoguerra, non può essere più incrementata».

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