Welfare, monito di Epifani: “Il testo non si tocca”

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Welfare, monito di Epifani: “Il testo non si tocca”

22 Ottobre 2007

Non si placa la polemica sul fronte del welfare. E’ necessario che “tutti riflettano sulla vittoria dei sì al referendum” sul protocollo Welfare e “la richiesta è ora che il Parlamento approvi il provvedimento entro la fine dell’anno e che in nessun modo peggiori il testo, né tenti di alterarne gli equilibri interni”.
Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.

Nel suo intervento al direttivo del sindacato di corso Italia, il sindacalista ha detto: “Il Parlamento  è naturalmente sovrano, ma dobbiamo sapere che, dati i rapporti nella maggioranza, saranno difficili soluzioni ulteriormente migliorative: abbiamo aggiunto le migliori soluzioni possibili nelle condizioni date”.

“In queste ultime ore – ha sottolineato Epifani – emergono prospettive difficili per il Governo: se il protocollo non sarà approvato entro l’anno, si tornerà davvero indietro riguardo le condizioni di vita e di lavoro della gente che rappresentiamo. Per questo – ha aggiunto – ci dobbiamo augurare che il Governo non cada, che sia messo in condizioni di proseguire il lavoro, che non prevalgano ipotesi di segno moderato o operazioni di cambi di maggioranza nel segno del trasformismo o addirittura della compravendita dei voti di parlamentari, come si sente dire in questi giorni”.

L’esito del referendum, secondo il segretario generale della Cgil, “è inequivocabile, è un risultato mai raggiunto nelle precedenti consultazioni, i sì hanno prevalso ovunque, anche se non sfugge il malessere che esprimono alcune grandi aziende metalmeccaniche, in particolare del gruppo Fiat”. E “se è necessario interrogarsi sulle ragioni del no, tutti, a cominciare da chi è stato contrario all’accordo, devono interrogarsi sui tantissimi sì”.

Epifani, nel suo intervento al direttivo, ha dedicato un passaggio alla Fiom e alla sua scelta di bocciare il protocollo siglato tra Governo e sindacati il 23 luglio. La Fiom, ha sottolineato Epifani, “ha compiuto una scelta mai fatta prima esprimendosi per il no e con questa formalizzazione il referendum è diventato di fatto anche una contrapposizione fra una categoria e le confederazioni”, se “si accentueranno le divaricazioni con la Fiom ci saranno problemi crescenti fra la categoria e la Cgil. La particolare sensibilità della Fiom rappresenta una ricchezza per la Cgil ma guai se si allenta lo spirito di confederalità e se non si affronta subito questo nodo le questioni si aggraveranno”.