Welfare, Turigliatto vota no. La parola ai senatori a vita

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Welfare, Turigliatto vota no. La parola ai senatori a vita

28 Novembre 2007

“Io voterò no, anche se mettono la fiducia voterò no, non recedo dalla mia posizione”. Sono le parole di Franco Turigliatto.

Il dissidente del Prc mantiene il punto sul ddl di riforma del welfare che considera una “ferita gravissima, un provvedimento inaccettabile”.

Se Turigliatto voterà contro, il risultato al Senato saràdi 157 contro 157, visto che la differenza tra la maggioranza e opposizione è di appena due voti.

“Non posso farci niente – allarga le braccia il senatore uscito dal Prc – i voti se li prendano dai senatori a vita. Io non faccio più parte della maggioranza, come ho avuto modo di dire anche in Aula e sono all’opposizione da sinistra”.

All’osservazione che in caso di parità di voti è bocciato il provvedimento e torna lo scalone della legge Maroni, Turigliatto ha risposto: “Hanno levato lo scalone per lasciare gli scalini, rimane una pessima legge”.

Tensioni all’interno della maggioranza c’erano state fin da quando il governo ha posto nella giornata di ieri la fiducia al ddl sul Welfare.

Nella riunione alla Camera di questa mattina, convocata per una prima ricognizione sui contenuti e le modifiche da apportare alla manovra, si è registrata un’animata discussione fra le varie frange della coalizione.

Se la sinistra radicale chiede maglie più larghe nella presentazione degli emendamenti, le forze moderate dell’Unione temono che i contrasti sulla Finanziaria possano portare al ripetersi del copione visto sul Welfare, dove il governo ha cancellato con il maxiemendamento gran parte delle modifiche al ddl introdotte in commissione Lavoro.

Sulla vicenda era intervenuto direttamente prodi che aveva dcercato di placare gli animi di rifondazione: “La decisione sul welfare – gha detto Prodi – l’abbiamo presa in piena coscienza e me ne assumo completamente la responsabilità. Da parte di Prc non ci sono state minacce, ma riflessioni e richieste di un dialogo e di un confronto politico che io non rifiuto”.