Wikileaks. Washington non tratta: “Il sito viola la legge Usa”

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Wikileaks. Washington non tratta: “Il sito viola la legge Usa”

28 Novembre 2010

Gli Stati Uniti hanno escluso ieri sera qualsiasi trattativa con Wikileaks sulla diffusione di documenti confidenziali del Dipartimento di Stato, affermando che il sito Internet ne è in possesso in violazione della legge americana.

"Noi non entreremo in un negoziato sulla diffusione o divulgazione di documenti riservati americani ottenuti illegalmente", ha scritto il consigliere giuridico del Dipartimento di stato, Harold Koh, in una lettera al fondatore del sito, Julian Assange e al suo avvocato, e resa nota ai media.

"Come voi sapete – afferma Koh – se uno qualunque di questi documenti che volete pubblicare è stato fornito da funzionari governativi, o da un qualche intermediario senza la necessaria autorizzazione, sarà stato in violazione della legge americana e senza prendere in considerazione le gravi conseguenze di questo gesto". "La violazione della legge – prosegue Koh – dura per tutto il tempo che Wikileaks sarà in possesso del materiale".

Il consigliere ha tenuto a sottolineare che l’imminente pubblicazione – preannunciata per stasera – di circa 250 mila documenti diplomatici americani "minaccia le vite di attivisti per i diritti umani, giornalisti e soldati e minaccia operazioni internazionali in corso per contrastare la proliferazione nucleare e il terrorismo".

"Malgrado il suo asserito desiderio di proteggere quelle vite – scrive Koh ad Assange – lei ha fatto il contrario e messo in pericolo innumerevoli persone". "Le ha reso vano il suo asserito obiettivo – prosegue il testo – distribuendo ampiamente questo materiale grezzo, senza riguardo per la sicurezza e la sacralità delle vite che la sua azione mette in pericolo". La lettera di Koh – afferma il Dipartimento di Stato, secondo quanto riferisce Politico.com – giunge in risposta a una lettera scritta da Assange allo stesso Dipartimento venerdì scorso, in cui il fondatore di Wikileaks chiede chi sarebbe danneggiato dalla pubblicazione dei documenti.

Intanto, in Israele cresce la tensione per la pubblicazione dei documenti segreti del Dipartimento di Stato statunitense degli ultimi 4 anni. "Allarme Imbarazzo" titola Maariv, mentre il filogovernativo Israel ha-Yom avverte che c’è da temersi una vera "Chernobyl diplomatica". Il diffuso Yediot Ahronot titola allarmato: "I segreti di Israele vengono svelati". Al giornale risulta che fra l’altro stanno per essere divulgati: analisi del carattere del premier Benyamin Netanyahu e del ministro della difesa Ehud Barak; trascrizioni dettagliate degli incontri di lavoro avuti da funzionari statunitensi con il Capo del Mossad Meir Dagan; e anche informazioni "delicate" – possibilmente, sull’Iran – che provengono dall’ Intelligence militare di Israele (Aman).

Alcuni analisti non escludono che altri motivi di imbarazzo potrebbero scaturire da rivelazioni sulla natura delle relazioni fra l’Ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv ed esponenti politici israeliani, di governo e di opposizione. Altri evocano la possibilità che i documenti denuncino la esistenza di ‘talpè americane fra i funzionari israeliani. Il Dipartimento di Stato ha già avvertito nei giorni scorsi i dirigenti israeliani che una parte dei documenti che si trovano in mano di Wikileaks riguardano effettivamente le relazioni bilaterali.