Yemen: il presidente Saleh smette con gli allucinogeni

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Yemen: il presidente Saleh smette con gli allucinogeni

21 Dicembre 2007

Basta khat, distrae troppo dagli affari di Stato. La pianta allucinogena,
tradizionalmente masticata dalla quasi totalità degli yemeniti, esce dal
protocollo del presidente Alì Saleh.

Saleh garantisce di voler “smettere
gradualmente” di consumare queste foglie considerate dall’Organizzazione
mondiale della sanità una droga, al pari della cocaina. Lo riferisce oggi il
quotidiano arabo al Quds al Arabi. “Il presidente vuole dedicare agli affari di
stato una quota maggiore del suo prezioso tempo”, è quello che spiega oggi il
sito internet del Ministero della Difesa yemenita. Si tratta, insomma, d’un
annuncio ufficiale. In esso viene spiegato anche che la decisione è stata presa
dopo “analisi mediche a cui è stato sottoposto la settimana scorsa in Germania”.
Al presidente è stato consigliato di evitare l’uso dello stupefacente. Secondo
al Quds al Arabi, Saleh è “abituato a fare uso” della pianta durante le
tradizionali “sedute di khat aperte” (al Muqail). Il capo dello stato
periodicamente tiene degli incontri, masticando masticando per lunghe ore, in
cui viene messo al corrente dei problemi e delle lamentele dei cittadini
(anch’essi impegnati in consimili attività masticatorie). Il sito ministeriale,
dopo avere dato l’annuncio, ha voluto precisare che il capo dello stato “non
presiedierà più le sedute ‘al Muqail’, se non in casi eccezionali e
nell’esclusivo interesse supremo della Nazione, senza per questo ricorrere alla
consumazione della pianta”. Il problema, in realtà, non sarebbe nella natura
stessa della pianta. A preoccupare il capo dello stato, infatti, sarebbero gli
anticrittogamici presenti sulle preziose foglie. Questi agenti chimici, infatti,
rischiano di provocare malattie e ci sono in Yemen ogni anno migliaia di casi di
tumore alla bocca, dovuti proprio alla masticazione del Kat. Il mese scorso lo
stesso presidente ha dato ordine al Ministero dell’Agricultura di sequestrare
tutti i prodotti chimici, “importati illegalmente”, per la coltura della pianta.

(Apcom)