Home News Zaia: “Cucire su maglie simboli della provincia e tg regionali in dialetto”

Zaia: “Cucire su maglie simboli della provincia e tg regionali in dialetto”

0
2

"Molte realtà come Venezia, Perugia e Palermo lo fanno già, ma vorrei che anche i grandi club accogliessero la mia proposta di cucire sulle magliette i simboli della regione o della provincia o della città, a scelta. Sarebbe un modo molto popolare di far conoscere gli stendardi della cultura locale". L'appello alle squadre di calcio è stato fatto dal ministro delle Politiche Agricole e Forestali ed esponente della Lega Nord, Luca Zaia, nel corso di KlausCondicio.

"Tengo a precisare che l'articolo 114 della Costituzione recita che la Repubblica è costituita da Stato, Regioni, Province e Comuni - ha continuato l'esponente della Lega Nord - Esiste una sentenza della Corte Costituzionale che esorta le regioni a dotarsi di un simbolo e i simboli non nascono dal nulla, o dal marketing, bensì sono frutto della storia di una comunità". Quindi, se le magliette si "fregiassero di questi simboli, sarebbe un momento di grande visibilità e identificazione per la comunità locale". Alla domanda se sia contrario a sostituire l'inno con il 'Va pensiero' prima delle partite, il ministro ha risposto: "Non sono contrario. Il 'Và pensiero' era cantato anche dai patrioti, quindi...".

Il Ministro lancia poi un aproposta sui Tg. "Un'edizione del tg regionale in dialetto ci starebbe bene. Magari non in sostituzione delle edizioni già esistenti, ma una aggiuntiva. Non vedo nulla di sacrilego nel fatto che le notizie possano essere comunicate nell'idioma regionale. Potrebbe essere un buon inizio per restituire RaiTre al suo progetto editoriale originale".

"Un tg però non basta. La terza rete - ha aggiunto Zaia - ha un preciso mandato che ha disatteso per fare spazio a talk e varietà comici e trasmissioni pagate dai contribuenti per alimentare il dibattito autoreferenziale della sinistra. La missione di RaiTre è quella di dare spazio alla cultura e alle comunità locali: d'altronde è nata come strumento di comunicazione per le comunità locali. Una missione disattesa, con una parte dell'azienda subappaltata a chi ne ha fatto uno strumento di ideologizzazione. Credo che dovrebbe tornare alla sua missione originale, forse avrebbe più successo".

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here