Hi-tech, cosa ci insegna l’Ucraina sulla trasformazione digitale

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Hi-tech, cosa ci insegna l’Ucraina sulla trasformazione digitale

Hi-tech, cosa ci insegna l’Ucraina sulla trasformazione digitale

16 Ottobre 2022

L’Ucraina, l’hi-tech e la difesa militare. Si parla tanto delle armi che i Paesi occidentali stanno inviando in Ucraina, Stati Uniti in testa.

Per vincere la guerra e ricacciare indietro l’invasore russo. Armi neppure troppo all’avanguardia, in certi casi.

Si parla molto meno del fatto che l’Ucraina negli ultimi anni ha investito altrettanto nella innovazione tecnologica.

Aprendo un ministero per la transizione digitale, guidato dal giovane Mykhailo Fedorov.

Ministero che Fedorov ha saputo riconvertire in tempi di guerra, per proteggere la sua patria minacciata.

Prendiamo Diia, “Azione”, non quella di Calenda ma la “app” lanciata dal governo ucraino nel 2020.

Con un solo nome utente e password, i cittadini hanno la propria identità digitale sullo smartphone. Ovvero, tutto lo Stato a portata di clic.

Dalla carta d’identità all’assistenza sociale e sanitaria, con buona pace di burocrazia e carte bollate.

Milioni di ucraini hanno scaricato Diia che è stata usata anche per certificare le vaccinazioni anticovid.

Poi sono arrivati gli invasori russi e Diia l’hanno riconvertita alle gestione di profughi e sfollati.

Fino ad aprire un’accesa polemica sulle convenzioni di guerra internazionali, visto che i cittadini hanno preso a usarla anche per segnalare i movimenti di truppa del nemico.

Trasformandosi, potenzialmente, in un intero popolo di resistenti e combattenti.

Fedorov del resto ha una idea precisa di come dovrebbero evolvere le democrazie digitali. Con governi sempre più simili alle grandi aziende hi-tech.

Come per la Estonia e altri Paesi della Europa orientale, dunque, anche in Ucraina si investe e si punta sull’e-government, la macchina pubblica digitale.

In linea, tra l’altro, con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Per un Paese come il nostro, dove la digitalizzazione della PA è ancora incompiuta, si può prendere esempio dai passi avanti fatti in Ucraina.

Con un occhio a questioni da non sottovalutare come la sicurezza informatica e la privacy, senza dubbio.

Ma su Diia, puoi registrarti e aprire la tua società nel giro di mezzora.

Ecco, magari se qualcuno a Cassa Depositi e Prestiti vuole investire di più nella innovazione e trasformazione digitale, un modello c’è già.

Un buon modo per attrarre imprese e investimenti. In tempi di pace. E difendersi nel tempo della guerra.