Arduino, l’elettronica come strumento creativo

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Arduino, l’elettronica come strumento creativo

Arduino, l’elettronica come strumento creativo

07 Ottobre 2022

L’innovazione non è una cosa per smanettoni. Almeno, non è solo questo. Innovare può essere addirittura una filosofia di vita e di fare impresa. La tecnologia non è necessariamente un freddo mezzo per offrire beni e servizi che altrimenti sarebbero indisponibili. La tecnologia può essere addirittura caratterizzarsi per la partecipazione popolare.

Da quando Massimo Banzi ha iniziato a collaborare con l’Istituto di Interaction Design di Ivrea, oggi chiuso, questi elementi erano chiari nella sua testa. Veniva da un percorso atipico per essere docente lì, a Ivrea. Diplomato in un istituto tecnico industriale, ha abbandonato la carriera universitaria per diventare ingegnere ed è diventato webmaster a Italia Online. Poi WorldCom e Sky a Londra. Insomma, non un profilo scontato per un istituto del genere.

Innovare significa pensare fuori dagli schemi, così Banzi ha deciso che l’elettronica, passione di una vita, potesse essere uno strumento creativo. Per modernizzare, inventare, prototipare. Da questo presupposto nacque Arduino, una delle storie italiane di innovazione che non si può non raccontare.

È una piattaforma basata su un hardware e un software molto semplici e flessibili, che permettono a chiunque di prototipare rapidamente con l’elettronica. Sì, perché le caratteristiche peculiari di Arduino sono la natura open source e il target, che include anche i principianti. Collegandolo al proprio PC con un cavo USB, l’utente scrive quale azione debba fare un determinato oggetto. A quel punto, quella scheda diventa l’origine e il fulcro di una serie di altri oggetti in grado di interagire con l’utente stesso. Ai profani sembrerà fantascienza, invece è un esempio meravigliosamente semplice e accessibile del tanto declamato, e spesso non capito, Internet of things.

Ma, attenzione, non stiamo parlando solo di tecnologia, stiamo parlando di una filosofia dell’innovazione. Per questo tutto quello che è nato da Arduino, a parte il marchio, è open source. Mentre nell’ultimo decennio abbiamo avviato la terza rivoluzione industriale, copyright del Financial Times, Banzi preferisce sottolineare che la transizione da un sistema di produzione di massa a uno di innovazione personalizzata.

Mentre il mondo diventa sempre più complesso, la tecnologia può vivere una fase di semplificazione e di maggiore democrazia. L’accessibilità a strumenti avanzati per il più ampio bacino di utenti di sempre può diventare un ascensore sociale. Non è un caso che chiunque possa usare Arduino, persino i bambini. Questo concetto, tra l’altro, è anche ciò che ha portato Banzi a fondare il Fablab di Torino, il primo laboratorio di fabbricazione digitale aperto in Italia.

Nel frattempo, il successo è diventato mondiale, così, dopo gli Arduino Day, nel 2022 è arrivata l’Arduino Week che è stata celebrata in tutto il mondo. Durante la settimana era possibile seguire diverse attività, organizzate da Arduino o dalla stessa community, che non perde mai la propria centralità e si amplia di continuo. Parliamo pur sempre di una base utenti di 39 milioni di persone, sparse in giro per il globo.

In Italia c’è sempre stato scetticismo intorno all’open source, invece è un grande strumento per fare rete e, così, fare da molla per creatività e innovazione. Come riassunse bene, ormai dieci anni fa, nell’evangelico intervento di apertura del Ted Global di Edimburgo: “adesso non avete più bisogno del permesso di nessuno per fare delle cose meravigliose”.