EdTech, il fatturato dei provider italiani vale 19,5 miliardi

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EdTech, il fatturato dei provider italiani vale 19,5 miliardi

EdTech, il fatturato dei provider italiani vale 19,5 miliardi

02 Giugno 2022

L’Osservatorio EdTech della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato una ricerca sull’Educational Technology in occasione del convegno “Formazione e innovazione: pronti, partenza Ed…Tech!”. Ne emerge un quadro non esaltante, ma che lascia qualche spiraglio positivo di speranza. Negli ultimi anni, infatti, è emersa l’importanza degli investimenti in Educational Technology, anche a causa delle nuove necessità imposte dell’emergenza pandemica del 2020.

Cosa è l’Educational Technology

L’EdTech è l’insieme delle soluzioni a supporto del processo educativo, dirette a massimizzare la qualità dell’esperienza di apprendimento e abilitato da tecnologie hardware a software. Ci sono due grandi anime di provider EdTech: i fornitori di tecnologia, hardware e software, e i fornitori di contenuti e servizi.

I provider di tecnologia mettono a disposizione diverse piattaforme di formazione che variano a seconda dei clienti. Si tratta di scuole, università, individui interessati al longlife learning e aziende orientate verso la formazione corporate. Sovente, tali provider forniscono anche hardware.

I fornitori di contenuti e servizi sono specializzati nell’erogazione di materiale formativo sugli argomenti più vari argomenti. Programmazione, gestione, marketing, corsi di lingue straniere e molti altri. I servizi erogati, invece, si suddividono in due macro-categorie: consulenziali, destinati agli educatori, e di finanziamento, rivolti a studenti e individui.

Startup matrici di innovazione

Dal 2017 al 2021 le startup del settore sono cresciute in termini di quantità e fatturato. Alla fine dello scorso anno sono state censite 673 startup, collocate per lo più in Nord America e finanziate complessivamente per circa 2,7 miliardi di dollari. Quasi il 60% offre soluzioni tecnologiche a supporto della formazione. Le altre, invece, si dividono tra erogazione di contenuti e soluzioni di finanziamento per studenti e individui.

Imprese, molti investimenti troppo costosi

Il 47% del budget allocato alla formazione dalle imprese italiane è orientato digital learning. Nel 42% dei casi, tuttavia, sono emerse rilevanti criticità rispetto all’onerosità degli investimenti necessari. Metà del fatturato delle aziende censite, circa 19,5 miliardi di euro, è relativo all’Educational Technology: non sono cifre irrisorie.

Cosa fanno e non fanno le imprese nell’EdTech

“La maggior parte delle imprese dichiara di utilizzare sempre i software di teleconferenza e comunicazione online e le piattaforme digitali custom“, ha spiegato Tommaso Agasisti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio EdTech. Le novità del futuro, invece, riguardano le “learning app, il gaming e le piattaforme Mooc“. Questi ultimi sono corsi online volti alla partecipazione illimitata e all’accesso aperto tramite il Web. “Invece – ha chiosato Agasisti – sono ancora poche le aziende che anche in futuro investiranno in realtà aumentata/virtuale e intelligenza artificiale”. “In generale – conclude – per il mercato della domanda, seppur esistano soluzioni digitali a supporto della formazione, c’è ancora tanta strada da fare”.

Scuola e università, buone intenzioni

Le scuole, invece, si avvalgono tendenzialmente delle tecnologie tradizionali. L’uso del registro elettronico raggiunge il 99%, così come l’utilizzo di lavagne e videoproiettori arriva a 93%. Risultano diffuse anche le piattaforme per la gestione dell’aula a supporto della didattica digitale integrata, il 79% è un buon dato.

Il miglioramento dell’efficienza dei processi amministrativi, raggiunto nell’87% dei casi, è una delle manifestazioni più lampanti dell’investimenti in EdTech. Seguono la maggiore facilità nella condivisione delle best practice tra colleghi e la maggiore inclusività della didattica, rilevate in circa la metà delle realtà analizzate. Ci sono ancora problemi enormi per quanto riguarda le competenze di docenti e personale amministrativo, inadeguate per più della metà. Come nel caso delle imprese, una quota rilevante, il 35%, ritiene questi investimenti troppo onerosi e considera le soluzioni avanzate solo in prospettiva.

Gli investimenti futuri in tecnologie digitali rappresentano un obiettivo strategico per l’86% delle scuole e per il 77% delle università. Quest’ultime, tuttavia, investono il 5% del totale dei proventi in soluzioni di Educational Technology.