Giorgetti a Bruxelles, debito preoccupa ma Italia farà la sua parte



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Giorgetti a Bruxelles, debito preoccupa ma Italia farà la sua parte

Giorgetti a Bruxelles, debito preoccupa ma Italia farà la sua parte

07 Novembre 2022

Dopo il presidente Meloni tocca al ministro Giorgetti. Il titolare dell’economia va a Bruxelles per spiegare quale sarà la linea di politica economica del governo italiano. Incontri bilaterali, poi la riunione dell’Eurogruppo. I temi sono quelli che tengono banco in Europa dopo la invasione russa della Ucraina. Caro energia, inflazione, le modifiche al patto di stabilità. E per l’Italia, il debito. Il macigno che abbiamo. “Preoccupa”, dice Giorgetti, “ma basta spiegare la situazione” ai partner europei. “Ognuno deve fare la sua parte e anche noi la faremo”.

Le priorità economiche italiane in vista della manovra e dopo la presentazione della Nadef sono chiare. Dare subito un sostegno forte alle imprese e alle famiglie con il caro bollette. Poi il resto, trovando le risorse necessarie a mettere in pratica il programma del centrodestra. L’approccio di Giorgetti, fanno sapere dal Mef, è “prudente e realista”. Il ministro in Europa ha dalla sua parte il buon andamento dell’economia nel 2022, nonostante la guerra.

Ma i rischi sul prossimo anno legati al mercato dell’energia e all’inflazione ci sono. E l’Italia, a differenza di altri, ha un problema più grave. Il suo debito pubblico. Faremo politiche a deficit, ma lo scostamento sarà limitato. La missione è tranquillizzare partener europei e i mercati. Tra quest’anno e il prossimo, l’esecutivo intende stanziare 30 miliardi di euro contro il caro energia. Senza questo esborso, il deficit sarebbe al 5,1 per cento del Pil nel 2022 e al 3,4 per cento nel 2023. Invece, avremo il 5,6 nel 2022, il 4,6 per cento nel 2023, il 3,7 per cento nel 2024.

Il disavanzo è necessario ma il Governo non sembra voler deviare dalla traiettoria di Draghi di una progressiva riduzione del rapporto deficit/pil. In ogni caso, occorre tenere sotto controllo la spesa pubblica. E non sarà sufficiente tagliare le spese dei ministeri. Limare i bonus. Ripensare il reddito di cittadinanza. Quello che servirebbe è una forte spending review in grado di finanziare i tagli alle tasse per lavoro e imprese.

“Il debito preoccupa”, dice Giorgetti, ma l’Italia punta comunque a ridurlo gradualmente. Entro il 2024, dovrebbe scendere da circa il 145,7 al 142,3 per cento del Pil. La politica comune europea sarà fondamentale per contrastare gli aumenti del prezzo dell’energia e contenere la inflazione. Mercoledì la Commissione europea prenderà posizione sulla riforma delle regole di bilancio. Venerdì avremo le nuove stime macroeconomiche di Bruxelles.