Il traffico aereo dice ciao-ciao alla pandemia
11 Giugno 2022
Dopo un biennio duro, a causa della pandemia e della guerra, i dati sul traffico aereo tornano a migliorare in Europa e nel mondo, nonostante qualche disservizio.
Iata: il traffico passeggeri torna a crescere
Nonostante l’invasione dell’Ucraina e le restrizioni ancora vigenti in Cina, la Iata, associazione internazionale dei vettori aerei commerciali, ha annunciato che, a partire dal mese di aprile, il traffico passeggeri ha ripreso a crescere.
La domanda di biglietti per tratte internazionali sul medio e lungo raggio è la componente che traina il settore. Misurata in unità Rpk (numero di chilometri percorsi dai passeggeri paganti), è cresciuta del 78,7% rispetto allo stesso periodo del 2021. Un miglioramento analogo, +76%, era stato registrato lo scorso mese.
Il traffico aereo domestico, invece, cala dell’1%, i viaggiatori hanno preferito trasporti su gomma e su rotaia per gli spostamenti nazionali di corto raggio nazionale. Questo trend è in contrasto con quello registrato nel mese di marzo, in cui l’aumento rispetto al 2021si attestava al 10%. Situazione singolare per quanto riguarda la domanda interna quella della Cina, dove sono attive meno di un quarto delle rotte rispetto al periodo pre-pandemico.
Le tratte a lungo raggio più gettonate
Rispetto ad aprile 2021, gli Rpk internazionali sono cresciuti del 331,9%. Il miglioramento annuale registrato a marzo era cospicuo, +289,9%, ma è evidente che ci sia stata un’ulteriore accelerazione. Diverse aree geografiche hanno raggiunto e superato i livelli di riempimento del 2019. In particolare, si tratta delle tratte tra Medio Oriente e Nord America, tra America centrale e Nord America ma anche tra Europa e America centrale.
S&P fiduciosa per il traffico aereo europeo
Secondo una recente analisi dell’agenzia di rating Standard and Poor’s Global, in Europa la domanda di viaggi è in crescita, in particolare per leisure a corto raggio. Non è un caso che la capacità aerea si stia avvicinando ai livelli pre-pandemia nel terzo trimestre di quest’anno. Le stime suggeriscono che, nel 2022, il traffico passeggeri delle compagnie aeree europee raggiungerà una quota compresa tra il 60% e il 70% rispetto al 2019. I dati sono in netto miglioramento, solo a febbraio la forbice era stimata tra il 50% e il 65%.
S&P preventiva una ripresa più lenta per i viaggi business e conclude che il traffico aereo europeo si avvicinerà ai volumi del 2019 solo nel 2024, l’anno prossimo, infatti, dovrebbe attestarsi intorno al 70%-85% rispetto ai numeri antecedenti alla crisi pandemica.
I disservizi sono diffusi
La crescita del traffico passeggeri è sicuramente una buona notizia, ma in questi giorni gli operatori si sono fatti trovare spesso impreparati. Negli ultimi dieci giorni, infatti, si sono verificati una serie di disservizi negli aeroporti inglesi di Gatwick e Manchester, ma anche ad Amsterdam-Schipol in Olanda, caratterizzati da lunghe attese al “check- in” e per il controllo e ritiro bagagli. Il trasporto aereo nel vecchio continente è stato messo sotto pressione anche dai due giorni di sciopero all’aeroporto “Charles De Gaulle” di Parigi-Roissy e dalle proteste sindacali in Italia.
Anche negli Stati Uniti migliaia di voli sono stati cancellati. Le cause all’origine dei disservizi sono sempre le medesime. Si tratta di carenza di personale, invecchiamento dei piloti e una quota bassa di lavoratori qualificati. Queste dinamiche hanno subito un’accelerazione durante la pandemia. Molte compagnie aeree, infatti, hanno deciso di prepensionare i lavoratori più anziani al fine di limitare le perdite finanziarie.
