Italia al Centro, si parla di economia



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Italia al Centro, si parla di economia

Italia al Centro, si parla di economia

09 Luglio 2022

Si parla di economia alla prima assemblea nazionale di Italia al Centro a Roma. Molto di Pnrr, del nostro Mezzogiorno, di una cultura degli investimenti e della competitività. Al nuovo ‘cantiere’ centrista intervengono Toti e Quagliariello, i ministri Cingolani e Gelmini, il leader di Azione Calenda, il presidente di IV Rosato, il sindaco Mastella. Il quadro della proposta di politica economica è chiaro.

Risolvere il problema della carenza di lavoro, delle imprese che non trovano le figure professionali che cercano, più che pensare ad allargare il reddito di cittadinanza. Smetterla con le politiche dei bonus pieni di distorsioni. Non mandare in pensione prima del tempo chi ha accumulato tanta esperienza ed ha ancora energia per lavorare, tanto più che viviamo un inverno demografico.

E ancora, i rigassificatori bisogna farli se vogliamo affrontare di petto la crisi energetica aperta dalla invasione russa della Ucraina. Bisogna razionalizzare il sistema idrico italiano che non può dispendersi nella gestione di decine di entità che lo gestiscono. Il Pnrr è uno strumento formidabile di programmazione per gli investimenti strategici. Ecco perché la strada del Piano nazionale di ripresa e resilienza va seguita al di là di chi siede a Chigi, superando veti e barriere ideologiche.

Il Pnrr vuol dire Sud, il Governo ha destinato il 40 per cento delle risorse al nostro mezzogiorno. Così si possono ridurre le diseguaglianze e agganciare la crescita. Insomma, c’è già un programma per il centro politico italiano, è il Pnrr, da attuare per realizzare gli investimenti strategici per il Paese e per fare le riforme.

La situazione macroeconomica tra nuove guerre e la lunga coda della pandemia è complessa. Rischia di diventare drammatica, tra inflazione, rialzo dei tassi di interesse, crisi geopolitiche. I tanti amministratori locali che si sono riuniti all’Antonianum di Roma per la convention di Italia al Centro ascoltano. Sono loro il nerbo del nostro Paese, possono renderlo più efficiente, connettere pubblico e privato. E a loro si rivolge Toti nel suo discorso conclusivo.