Panetta al Mef per garantire il debito
01 Ottobre 2022
Fabio Panetta è uno sconosciuto per la maggior parte dei cittadini italiani, ma per gli addetti ai lavori è un volto più che noto. In queste ore la cronaca politica sta rilanciando l’ipotesi di Panetta al MEF nel prossimo governo di centrodestra, l’idea sarebbe di Giorgia Meloni. Il primo ministro in pectore, che ha conosciuto Panetta alla festa di compleanno del democristiano Gianfranco Rotondi, anche lui accasato ed eletto in Fratelli d’Italia. In quell’occasione i due avevano parlano a lungo e da allora le voci di una sua disponibilità a fare il ministro non si placano.
Chi è Fabio Panetta, dalla Banca d’Italia alla BCE
Il curriculum di Panetta parla da solo. Ora membro del Comitato Esecutivo della Banca centrale europea, è stato anche Direttore Generale della Banca d’Italia prima di Daniele Franco, l’attuale ministro dell’Economia del governo Draghi. Ha ricoperto anche altre numerose cariche rilevanti, ma il punto politico è un altro.
L’economista romano ha un profilo molto istituzionale ed europeista, non è un sostenitore dei poteri taumaturgici del debito pubblico a cui preferisce un sobrio rigore. Considerando che, sulla base delle previsioni dell’ultima Nadef, la spesa per interessi sul debito del 2022ammonterà a ben 76 miliardi, un profilo rigoroso a via XX settembre potrebbe fare la differenza. Soprattutto considerando i limitati margini di manovra che il nostro debito pubblico impone.
Panetta ha anche promosso la battaglia per l’euro digitale, come testimonia il suo ultimo intervento alla BCE, ma non è un pasdaran del cashless. “i consumatori debbono avere la libertà di scegliere il metodo di pagamento che preferiscono”, parole sue. Insomma, nessun problema rispetto all’uso del contante che il centrodestra italiano ha inserito nel suo programma di governo.
Chi sarà il prossimo ministro dell’Economia?
L’economista per ora non si sbottona e non rilascia dichiarazioni, difficile quindi fare delle previsioni. Ad ogni modo, non bisogna mettere il carro davanti ai buoi e, prima di criticare o applaudire i nomi dei ministri, bisognerà aspettare le consultazioni con il Presidente della Repubblica. Certo è che Panetta sarebbe un profilo giustamente apprezzato dal Quirinale, da Bruxelles e da tutti i cittadini che hanno a cuore la stabilità dei conti pubblici.
