Per il nucleare il momento è oggi

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Per il nucleare il momento è oggi

Per il nucleare il momento è oggi

10 Giugno 2022

Ripensare al nucleare, meglio prima che dopo. Il mondo è di fronte a una duplice sfida: da un lato i cambiamenti climatici, dall’altro le oscillazioni del costo dell’energia. Volatilità, incertezza, rischi legati al clima determinano uno scenario nel quale diventa fondamentale “pensare a un accesso universale all’energia e a energia illimitata“. A dirlo è Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, in un intervento al Festival internazionale dell’economia di Torino.

Cingolani richiama alla necessità che, sul tema dell’energia, si mettano in campo sforzi simili a quelli fatti per superare la pandemia. “Ci è stato detto che per il vaccino servivano 8-10 anni – sottolinea il ministro – , ma abbiamo lavorato tutti insieme e in 8 mesi abbiamo trovato il vaccino, credo che per il settore energia serva lo stesso sforzo collettivo”.

Un obiettivo a medio – lungo termine potrebbe quindi essere quello di impiegare “8 anni per arrivare alla fusione nucleare”. “Credo – prosegue Cingolani – sia una sfida per la comunità internazionale”. Richiamare alla necessità di dotarsi di nuovi reattori significa – e Cingolani lo sa bene – introdurre nel dibattito sulla transizione energetica un convitato di pietra, il nucleare, che da sempre mobilita posizioni ideologiche e di quell’ambientalismo dei “no” a prescindere.

“Non sono un fan del nucleare, sono neutrale, sono un fan della tecnologia ma il nucleare in termini di emissioni CO2 va bene”, spiega Cingolani. Il ministro della Transizione ecologica si sofferma sull’esistenza di “nuovi reattori che non usano l’uranio ma altri materiali radioattivi, e nemmeno l’acqua per il raffreddamento ma sali, e producono scarti radioattivi molto limitati e che si degradano velocemente”. Si tratta di una tecnologia “utile in fase di transizione fonte programmabile, non esclusiva, che si può usare in collaborazione con altre tecnologie”. Si tratta di “una delle opportunità da esaminare in questa fase di transizione, fino a 2060-65, quando potremo avere la fusione nucleare come fonte di energia per il pianeta“.

L’emergenza climatica e l’aumento dei costi dell’energia delineano uno scenario nel quale è necessario agire e immaginare soluzioni inedite. “L’unione di tante tecnologie – evidenzia Cingolani – potrà rendere la nostra vita più semplice”. “Si deve investire ora, come dicono gli economisti quando la situazione è pessima, per cogliere l’attimo: il momento è oggi”, conclude il ministro.