Roboze conquista il mondo della stampa 3D

Dona oggi

Fai una donazione!

Sostieni l’Occidentale

Roboze conquista il mondo della stampa 3D

Roboze conquista il mondo della stampa 3D

27 Giugno 2022

In Italia non si innova, questa è una convinzione radicata nel nostro Paese. Ma è davvero così? Non proprio, semplicemente non raccontiamo abbastanza le storie di successo. Nella migliore delle ipotesi accade come alle Olimpiadi con gli sport meno seguiti. Titolone una tantum e via. Eppure, le realtà di successo non sono poche. È il caso di Roboze, una start up nata a Bari nel 2013.

Alessio Lorusso, il fondatore, ai tempi aveva 23 anni ed era cresciuto nell’officina del padre. I presupposti per una storia da “sogno americano”, anche se nel barese, c’erano tutti. Poi è arrivata anche la sostanza. Sì, perché dopo 24 mesi di ricerca e sviluppo in solitaria arriva il primo collaboratore e poi nasce la prima stampante 3D senza cinghie. Duemila euro di prodotto distribuito inizialmente a dieci aziende locali.

La precisione a massimi livelli, parliamo di 25 micron, è stata da subito il punto di forza di Roboze. Questo anche grazie alle modalità di spostamento sugli assi X e Y che, a differenza delle comuni stampanti, non hanno bisogno di cinghie. La definizione tecnica è “movimentazione meccatronica per mezzo di cremagliere e pignoni elicoidali in acciaio temprato”. Per qualificare questi paroloni agli occhi dei non esperti del settore, parliamo di stampanti che oggi valgono 250mila euro l’una. Non proprio bruscolini.

“In Roboze progettiamo quelle che oggi sono considerate le stampanti 3D più precise al mondo”, ha spiegato orgoglioso Alessio Lorusso a Il Post. Alcune delle loro tecnologie proprietarie sono “impiegate nel mercato aerospaziale, della difesa, dell’energia, della transizione a fonti di energia rinnovabile, nel motorsport e nell’automotive, a livello mondiale”.

Quando Lorusso parla di “difesa” si riferisce all’esercito degli stati Uniti, quando parla di “energia” si riferisce alla fornitura per General Electric arrivata a sorpresa nel 2017. E così via. Complessivamente stiamo parlando di 450 macchine distribuite in ventiquattro Paesi del mondo. Così alla sede di Bari, si è aggiunta quella a Houston, in Texas. E Lorusso è entrato dei “30 Under 30” di Forbes nel 2018, prima di partecipare al GITEX Future Stars di Dubai del 2021 e annunciare l’intenzione di aprire anche una sede in Asia.

Solo in questa prima metà di 2022 Roboze ha raggiunto risultati finanziari e tecnologici straordinari. Concluso l’accordo milionario con la holding Nova Capital per rafforzare il ruolo dell’azienda nel mondo, è stato siglato un accordo di partnership con il colosso Siemens ed è stato annunciato l’utilizzo di un nuovo materiale composito nella stampa 3D. Si tratta di Helios Peek 2005, un composito a matrice Peek rinforzato con fibre corte di ceramica. Il nuovo filamento assicurerà maggiore stabilità ad alte temperature ed aumenterà la finitura superficiale delle parti stampate. Insomma, Alessio Lorusso e Roboze non hanno intenzione di fermarsi.