Grazie ONU: sull’immigrazione il Berlusconi IV sarà un successo
03 Giugno 2008
di Redazione
La politica di sicurezza del governo Berlusconi è ancora attesa alla prova dei fatti, ma nasce certamente sotto i migliori auspici visto il grande successo ottenuto finora a livello internazionale. Già dalla Spagna del buonismo radicale e dai sinistri di Bruxelles erano giunte note di biasimo per l’intenzione d’introdurre il reato d’immigrazione clandestina. E ieri è arrivata quanto mai opportuna la bacchettata dell’ONU a conferire alla tolleranza zero del ministro leghista Roberto Maroni il crisma definitivo della virtù.
L’ONU è infatti l’ultima cosa al mondo che può permettersi di tacciare d’intolleranza. Quali risultati concreti può vantare Louise Arbour dal suo scranno perpetuo di Alto rappresentante per i Diritti Umani? Chiacchiere a parte, cosa fanno in pratica le Nazioni Unite per difendere, promuovere e affermare i diritti umani nel mondo? Lasciare ostaggio dei peggiori regimi esistenti prima la Commissione e poi il Consiglio per i Diritti Umani? Mettere nelle mani della Libia la Conferenza mondiale contro il razzismo? Quello della Arbour è un richiamo ingiustificato nel merito e nella forma. Oltretutto la tanto venerata UN Chart di diritti umani neppure parla, e ciò la dice lunga.
L’Italia ha fin troppo a lungo saldamente ancorato alle Nazioni Unite la sua politica estera. E’ ora di mandare a quel paese questa burocrazia internazionale corrotta che con le sue macchinazioni disoneste protegge le dittature, indebolisce le democrazie e assorbe le nostre energie politiche e finanziarie: “l’Italia è il sesto Paese contributore al mondo al bilancio ordinario e a quello del peacekeeping dell’ONU e, sul piano dei contributi volontari, assicura un significativo sostegno finanziario agli organismi delle Nazioni Unite”, come ancora riporta orgogliosamente il sito internet del nostro ministero degli Esteri. (es)
