Trump e quella sinistra che non vuole crescere
06 Marzo 2025
In realtà, non c’è stato nessuno “show” del presidente Donald Trump al Congresso degli Stati Uniti. Il Don, spiegando che l’America è tornata, ha detto quello che fino a pochi anni fa era semplicemente la realtà. E cioè che esistono due sessi, che il crimine va punito, che i confini devono essere sicuri, l’esercito forte, il petrolio va sfruttato, e naturalmente che Dio benedice l’America. L’hanno chiamata rivoluzione del buonsenso. In realtà è lo standard americano da molto, molto tempo.
Il discorso al Congresso ha riscosso un grandissimo successo tra gli elettori americani: un sondaggio CBS News mostra che il 76% di chi ha seguito l’intervento di Trump lo ha approvato, mentre solo il 23% lo ha bocciato. Tra questi ultimi, i Democratici al Congresso. Mentre l’economia americana mostra preoccupanti segnali di rallentamento, con una caduta del PIL del 2,8% nel primo trimestre 2025 sull’indice di Atlanta, la sinistra USA pensa a protestare in modo adolescenziale.
Invece di spiegare agli americani il rischio di un eventuale scorporo della spesa pubblica dal calcolo del PIL, che ha prodotto un preventivo indebolimento del dollaro e la risposta negativa di Wall Street, sollevando dubbi sulla solidità della crescita futura, i democratici al Congresso si sono limitati ad alzare cartelli puerili come “Musk ruba”, “Falso”, “Salvate Medicaid”.
Le pasionarie di The Squad, come Rashida Tlaib, hanno declamato frasi come “Nessun Re”, “Smettila di mentire agli americani”, “gli immigrati hanno lavorato per te”, mentre il congressista Al Green del Texas ha interrotto Trump agitando il bastone, è diventato virale su TikTokke, rimediando soltanto di essere cacciato fuori dall’aula. Il resto dei Dem è rimasto zitto, in una protesta silenziosa e inefficace, come ha scritto Abe Greenwald su Commentary.
La sinistra democratica, non solo negli Usa, sembra ormai relegata al ruolo dell’adolescente in crisi, che si ribella all’autorità degli adulti con gesti teatrali, fregandosene della responsabilità e di costruire una vera alternativa, a cominciare dalle politiche economiche. Salvo poi stupirsi se gli elettori la mettono in castigo.
