A Bologna in arrivo il supercomputer da 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo

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A Bologna in arrivo il supercomputer da 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo

A Bologna in arrivo il supercomputer da 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo

29 Luglio 2022

I componenti del supercomputer Leonardo, che sarà gestito da Cineca, hanno iniziato ad arrivare questa settimana al Tecnopolo di Bologna. Entro la fine dell’estate sarà tutto pronto, nel frattempo è il peso del supercomputer a fare notizia.

I 5mila server e i 157 rack complessivamente pesano più di 360mila chili di peso, i cavi sono lunghi centinaia di chilometri. Numeri impressionanti, tanto è vero che servono la bellezza di trenta tir per trasportare il tutto. Arriveranno ogni settimana quattro tir, ognuno dei quali consegnerà otto rack e i relativi server.

“Oggi prende il via una nuova, decisiva fase nel percorso che vedrà l’arrivo di Leonardo al Tecnopolo”, ha dichiarato con soddisfazione Francesco Ubetini, presidente di Cineca. “Dopo aver realizzato la ‘casa’ del supercomputer, ora entriamo nell’ultimo miglio del tragitto, che porterà il nostro gioiello a prendere vita”.

C’è un altro dato che fa impressione solo a pensarlo: il supercomputer potrà effettuare addirittura 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Così come la disposizione dei rack nel Data center del Tecnopolo nella fase di installazione, anche l’accensione del supercomputer avverrà in modo incrementale

Va ricordato anche che il nuovo centro nazionale di Supercalcolo ha mosso primi passi, grazie alla scelta dei vertici della fondazione Icsc. Ha commentato questi ultimi avvenimenti Marco Becca, direttore di Ifab. La fondazione per lo sviluppo dei Big Data ha come obiettivo collegare le istanze delle aziende al nuovo centro. “Consapevole del fortissimo impatto che le nuove tecnologie possono avere sulla nostra vita, Ifab si impegna a stimolare una proficua collaborazione tra la ricerca e il contesto socio-economico, sostenendo e promuovendo progetti innovativi con ricadute applicative per contribuire a uno sviluppo sociale più aperto, sostenibile e inclusivo”, ha spiegato Becca.