Alkeemia, 21 milioni da investire a Porto Marghera

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Alkeemia, 21 milioni da investire a Porto Marghera

Alkeemia, 21 milioni da investire a Porto Marghera

03 Novembre 2022

Alkeemia, azienda attiva nel settore della chimica del fluoro, intende investire 21 milioni di euro per il completo revamp del proprio sito industriale a Porto Marghera. Dieci milioni, quindi quasi la metà, sono stati concessi dalla filiale Intesa Sanpaolo di Cagliari dopo la valutazione positiva del Circular Economy Desk di Intesa Sanpaolo Innovation Center. Assistita dalla Garanzia Green di SACE, l’azienda guidata dall’Amministratore delegato Lorenzo Di Donato vuole rilanciarsi in un territorio storicamente strategico per l’industria chimica e per la produzione di energia.

Qual è il business di Alkeemia

Nell’impianto veneziano Alkeemia dispone di una capacità produttiva di 27mila tonnellate di acido fluoridrico anidro. Tutto destinato alle industrie dei fluoropolimeri, dei refrigeranti, dell’agrochimica, del trattamento dei metalli e della raffinazione petrolifera. Ma non finisce qui. L’azienda è attiva anche nella produzione di solfato di calcio sintetico. In questo caso la capacita è di oltre 100mila tonnellate annue. Gli interlocutori in questo caso operano nei mercati dei fertilizzanti, del cemento e dell’edilizia.

Il revamp di Porto Marghera e le batterie al litio

I ventuno milioni che l’azienda vuole mettere sul piatto saranno investiti per comprar di macchinari di ultima generazione. L’obiettivo? Maggiore efficienza e minore impatto ambientale. Nel medio periodo, ovvero nel 2024-2025, il traguardo posto dalla dirigenza è il totale rinnovo della produzione. A Porto Marghera Alkeemia vuole diventare centrale nella realizzazione di batterie al litio. Ceo Di Donato:

Lo stabilimento punta a diventare la nuova piattaforma europea per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di processi legati al fluoro, in particolare per quelli orientati all’industria delle batterie a ioni di litio”, Lorenzo Di Donato, CEO Alkeemia

L’ambizione dichiarata è diventare «tra i primi produttori di sali di litio per le batterie destinate alla mobilità elettrica”. Va ricordato, infatti, che in questo campo l’UE è in enorme ritardo. Non è un caso che oggi i sali di litio siano prodotti solamente in Giappone, Corea e Cina.