Berlusconi, le stragi di mafia e la ricerca della verità

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Berlusconi, le stragi di mafia e la ricerca della verità

11 Settembre 2009

Come spiega il sottosegretario Alfredo Mantovano in una intervista su queste stesse pagine, Berlusconi è stato indagato per ben otto anni prima dal tribunale di Firenze e poi da quello di Caltanisetta, come mandante delle stragi di Mafia. Dopo otto anni di inutili inchieste tutto è stato archivito perchè gli indizii erano inconsistenti.

Oggi, quando per nuove testimonianze di pentiti viene a galla la forte impressione che quindici anni di indagini su quelle stragi siano stati sprecati e che non abbiano prodotto verità utili e definitive, ecco che sui giornali tornano i sospetti e i veleni contro berlusconi stragista di mafia. Peggio, molto peggio di quello che si imputava a Giulio Andreotti.

Allora, per chiarire: ci sono stati giudici che hanno speso otto anni e risorse ingenti appresso alla tesi che Berlusconi fosse uno stragista; e altri giudici che per 15 anni si sono dedicati agli omicidi di Falcone e Borsellino senza giungere a nulla di concreto. Oggi si vuole ricominciare da capo a mettere in mezzo Berlusconi e Dell’Utri.  Se a qualcuno viene il dubbio che non si tratti di una operazione ispirata dalla "ricerca della verità" si può concedere che il dubbio sia legittimo.

Fini invece sostiene: "Mai, mai, mai dare l’impressione di non avere a cuore la legalità e la verità. Sono convinto quanto voi dell’accanimento giudiziario contro Berlusconi, ma non dobbiamo lasciare nemmeno il minimo sospetto sulla volontà del Pdl di accertare la verità sulle stragi di mafia. Se ci sono elementi nuovi, santo cielo se si devono riaprire le indagini, anche dopo 14-15 anni!"

Forse se uno ha a cuore la verità e la legalità e pretende davvero che si scoprano i veri mandanti delle stragi, ha invece proprio il dovere di segnalare che la riapertura dei dossier sulla nascita di Forza Italia e sulle responsabilità di Berlusconi rischiano di rappresentare un nuovo fallimento della giustizia, un attentato all’immagine del premier e una copertura all’oggettivo fallimento di chi ha indagato fino a oggi.

Lo vorremmo segnalare anche al ministro della giustizia Angelino Alfano che ha Gubbio ha sostenuto: "siamo convinti che nessuno abbia intenzione di inseguire disegni politici, ma solo un disegno di verità". Ecco, caro Ministro, noi non ne siamo proprio del tutto convinti.