Che disperazione le elezioni in tivvù
07 Maggio 2007
Ho seguito con interesse il
confronto dei due candidati alle elezioni presidenziali, e perché no, con un
po’ di invidia. Perché si sentiva di nuovo una sana passione per la politica,
perché si parlava di idee legate a programmi concreti, perché si riusciva a
capire la differenza di pensiero fra i due candidati (Turchia in Europa si/no,
settimana lavorativa di 35 ore si/no, controllo degli ingressi alle frontiere
rigido si/no, appoggio agli USA in politica estera si/no, condanna degli
epigoni del ’68 si/no etc…); ma anche perché si trattava di due candidati
cinquantenni (e in Italia per aspirare ad avere un ruolo ai vertici delle
istituzioni bisogna averne almeno 80!) e si trattava di un ballottaggio fra un
uomo e una donna. Alle ore 20.00 di domenica sera, quindi, accendo la
televisione per avere la conferma della vittoria di Sarkozy, e sentire i primi
commenti a caldo, sperando di poter ascoltare i discorsi dei due candidati e
vedere le reazioni in Francia. E invece niente. La RAI ha mandato i commenti
delusi di inviati gauche-caviar (del resto tutti gli intellos sono di sinistra,
e quindi anche i giornalisti!), che davano penose interpretazioni della
raccolta da parte di Sarko dei voti dell’estrema destra e immagini dei
disordini che questo nuovo Presidente autoritario stava generando. Poi i
commenti del gotha politico italiano, che come sempre sale sul cavallo vincente
facendo finta di averci sempre puntato, salvo dichiarazioni in senso opposto di
qualche giorno precedente, e poi tutti commenti strumentali in chiave italiana,
di un provincialismo sconfortante.
Ancora fiduciosa, cambio numerosi
canal finché sento che Rai1 avrebbe fatto
uno speciale sulle elezioni francesi: finalmente potrò sentire i discorsi
integrali dei due dopo i risultati, e ascoltare reazioni più pertinenti… e
invece no! Miriam Mafai e Barbara Spinelli (giovani speranze del giornalismo
italiano, lucide e imparziali, fanno un’analisi che sembra ferma agli anni
’80), l’on. Pollastrini che oltre alla solidarietà per la donna Segolene non
riesce a fare un commento sensato, Padellaro, altro giornalista di sicuro
profilo imparziale e gran conoscitore della politica francese, che riesce con
la sua solita arroganza a dire che la sinistra per vincere deve guardare al
centro, Tremonti che sbeffeggia con la sua ostentata antipatia gli errori fatti
dalla sinistra europea, e infine per fortuna, il vice direttore del Foglio, che ha qualcosa da dire, che conosce la Francia,
che non ripete frasi imbarazzanti per il loro anacronismo o per la loro
strumentalità.
Stremata, annoiata e incavolata,
dopo aver cercato di sentire invano i discorsi
in prima persona di Segolene e Nicolas, spengo la televisione e penso che ormai
anche l’informazione si è perfettamente omologata alla politica in Italia:
stantia, ideologica, ignorante, autoreferenziale, senza curiosità … e allora
penso che l’unica battuta della giornata proveniva da un amico di destra: se la
sinistra non avesse fatto le battaglie per il suffragio universale, oggi
avrebbe vinto Segolene!!!
