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Il caso

Continua la disinformazione sul disastro aereo di Ustica

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La Presidente della Associazione per la Verità su Ustica Flavia Bartolucci, figlia dello scomparso capo di Stato Maggiore della Difesa generale Lamberto Bartolucci, e la Presidente Onoraria Giuliana Cavazza, che in quel disastro aereo perse la madre, sono intervenute in merito alla iniziativa in calendario domenica 3 aprile presso il museo gestito dall’associazione dell’ex senatrice Daria Bonfietti.

«Domenica 3 aprile  l’associazione I Love Emilia Romagna ha organizzato una visita a pagamento al Museo della Memoria su Ustica, con sede a Bologna. A parte il cattivo gusto di far pagare 20 euro per entrare in un luogo dove l’accesso è sempre stato gratuito, dobbiamo purtroppo rilevare che la presentazione dell’evento fornisce una informazione del tutto distorta di quello che accadde il 27 giugno del 1980».

«Gli organizzatori fanno infatti riferimento alla ordinanza-sentenza del giudice Priore del 1999, l’atto del vecchio codice di procedura penale in base al quale alcuni imputati vennero assolti (nella parte di sentenza) ed altri, in particolare i generali dell’Aeronautica, rinviati a giudizio (nella parte di ordinanza)».

«Come dovrebbe essere noto a tutti l’impianto di Priore fu completamente demolito durante il dibattimento (in ben 272 udienze nel solo primo grado) e si concluse nel 2007 in Cassazione con l’assoluzione di tutti i generali, che avevano rifiutato la prescrizione per essere assolti con formula piena da tutte le accuse».

Nella sentenza di assoluzione si trova poi scritto che per la presunta battaglia aerea “vi sono solo deduzioni, ipotesi, verosimiglianze….. ma nulla che abbia la veste non solo di una prova ma anche di un indizio” e che la stessa battaglia aerea è più “la trama di un libro di spionaggio ma non un argomento degno di una pronuncia giudiziale.”

«Va poi ricordato che nel corso dell’indagine penale un collegio peritale (collegio Misiti) composto da 11 tra i maggiori esperti del mondo (italiani, tedeschi, inglesi e svedesi), hanno all’unanimità concordato sull’esplosione di una bomba a bordo ed escluso il missile o la collisione o addirittura la quasi collisione con altro velivolo. Questi sono elementi indiscutibili che gli organizzatori delle visite non possono omettere di ricordare ai loro ospiti, purtroppo a pagamento».

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