Gli interessi economici non possono incidere sui temi etici
26 Maggio 2008
Tra le tante emergenze in corso, in questo scorcio di maggio tutti abbiamo potuto vedere l’emergenza procreazione: una sfilza di leggi in ogni parte del mondo capaci di allarmare anche i più fiduciosi adepti della religione della ricerca scientifica. In Inghilterra le donne omosessuali potranno avere un figlio da sole utilizzando lo sperma di un anonimo donatore. Sempre in Inghilterra si potranno produrre ibridi uomo-animale con lo scopo di produrre cellule staminali embrionali per la ricerca e la cura. Ancora in Inghilterra è stato confermato a 24 settimane il limite per accedere all’aborto legale, nonostante ormai i neonatologi riescano a salvare un bimbo nato prematuro a 22 settimane. In Corea le donne che “donano” i loro ovociti per la produzione di embrioni ai fini della ricerca possono ricevere un compenso che, secondo stime attendibili, potrebbe anche essere di 1.500 euro. A scopo di risarcimento per il tempo perso durante il ricovero, ma la Chiesa cattolica dice che è un mercimonio del corpo femminile e che le donne povere saranno indotte a farlo per sopravvivenza. In Canada viene liberalizzata la vendita della “pillola del giorno dopo”, come già successo in Norvegia, Olanda, Svezia e India. Negli ultimi tre anni ne sono state vendute 640 mila, la liberalizzazione provocherà un vero boom di vendite. Mentre qua e là avviene tutto questo, la Svizzera – ove sono in vigore aborto legale ed eutanasia – approva una documento dal titolo “La dignità degli esseri viventi e in particolar modo delle piante” sancendo diritti positivi per le piante.
Quello che maggiormente stupisce, davanti a questo quadro, paradossalmente non sono le grandi questioni etiche, sulle quali siamo sempre più in disaccordo, ma le piccole questioni etiche sulle quali, senza tirare in ballo i massimi sistemi, dovremmo più facilmente concordare. Prendiamone ad esempio due: ascoltare quello che dice la scienza è pure un dovere morale; combattere le pressioni delle corporazioni a fini di mero lucro è pure un dovere morale. Ambedue sono anche un dovere politico per i parlamenti e i governi. Ma proprio questi semplici doveri, prima ancora che quelli altisonanti che chiamano in causa la natura umana e via metafisicheggiando, vengono meno. Questo, in fin dei conti, ci stupisce di più.
Prendiamo gli ibridi uomo-animale. Tutti gli scienziati dicono che non servono a niente. E’ vero che Gordon Brown ha affermato che “può salvare a vita di migliaia e forse di milioni di persone”, ma James Sherley, del Program in Generative Biology and Cancer di Boston, ha invece detto che: "Per giustificare la ricerca cybrid bisogna ignorare una gran quantità di testi di biologia molecolare". Il settimanale cattolico "The Tablet", con un articolo di Neil Scolding, ha ricordato che nessun paziente viene trattato con cellule staminali embrionali perché è troppo pericoloso. Esse infatti hanno una una innata e invariabile propensione a produrre tumori, in quanto hanno una instabilità e anormalità cromosomica. E´ impossibile prevedere nell´immediato futuro una loro utilizzabilità. La terapia cellulare non è solo una sostituzione di alcune cellule con altre ma un´operazione più complessa, per la quale le cellule staminali adulte sono particolarmente predisposte. Eppure a quanto dice la scienza non si guarda: sia i politici che gli stessi scienziati preferiscono immolare le loro idee davanti al totem della libertà scientifica piuttosto che riconoscere quanto la ricerca scientifica dice loro: si possono usare le cellule staminali adulte pluripotenti (IPSCs) che hanno due vantaggi: hanno tutte le potenzialità delle embrionali e sono al cento per cento umane.
La stessa incongruenza si nota nel campo degli interessi economici. Essi non sono assenti, come è ovvio, nemmeno dalla produzione dei "cybrid embryos", ma la loro presenza è anche più evidente nel caso della liberalizzazione canadese della pillola del giorno dopo. A nessuno sembrerà strano che l’attore principale di questa nuova linea approvata in Canada è la National Association of Pharmacy Regulatory Authorities: in pratica chi quella pilllola la deve vendere.
Allora: si può discutere se la politica debba battersi per una metafisica, ma possiamo essere tutti d’accordo che la politica dovrebbe ascoltare la scienza e dovrebbe porre dei limiti agli interessi economici di alcune categorie. Indurre poi delle povere donne a “vendere” i propri ovuli è degradante, prima che per le donne, per la politica che lo permette.
Quando si dice l’incoerenza. Si fa un gran parlare di solidarietà intergenerazionale, si dice che dobbiamo pensare alle future generazioni, che dobbiamo lasciare loro l’ambiente in buona salute, che non dobbiamo scaricare i nostri debiti sui nostri figli e via dicendo. Poi però non siamo per niente solidali con quel povero bambino che ora, grazie alla legge inglese, potrà nascere senza un papà. Noi lo abbiamo avuto un papà, la solidarietà intergenerazionale dovrebbe indurci a far sì che anche lui ce l’abbia.
