La nuova Roma di Alemanno è come quella di Veltroni?
05 Maggio 2010
Caro Gianni, sono Gianni. Permettimi il “tu”, per più di un motivo: abbiamo lo stesso nome, pendiamo dalla stessa parte e sono più vecchio di te. E permettimi anche alcune domande che riguardano Roma, tra l’ilare e il faceto, ma con un sottofondo di serietà. Certo, se tutto andasse bene, non avrei domande da fare, ma se mi vengono spontanee e in gran numero, significa che forse seppoffà mejjo.
Tanto per cominciare, cosa intendi fare per arginare quella mutazione genetico-comportamentale che affligge sempre più gli abitanti della Capitale? Mi riferisco al fatto che i cani credono di essere umani ed entrano nei negozi e salgono sui mezzi pubblici (non da soli ma con la complicità dei padroni che sono più cani di loro), i pedoni credono di essere veicoli e camminano sulla sede stradale anziché sui marciapiedi anche quando spingono carrozzine con neonati, i motorini credono di essere cani e sostano sui marciapiedi (e meno male che i motorini non fanno i bisogni, mentre i cani sì), i motociclisti viaggiano al centro della strada nella migliore delle ipotesi e corrono contromano nella peggiore, gli automobilisti passano col rosso e parcheggiano in quarta fila (pefforza, ahò, la seconda e la terza sono già occupate).
Come mai si può attraversare tutta Roma senza vedere un solo vigile urbano che lavora? Un tempo si diceva che a Roma i vigili sono come i cornetti: li trovi solo al bar. Ebbene, non è vero: non li trovi nemmeno al bar. Se riesci a vederne due, stanno chiacchierando fra di loro, in atteggiamento dimesso e assolutamente noncuranti di ciò che accade sull’orbe terracqueo, col cappello sotto il braccio e con la sigaretta in bocca. E almeno uno dei due sta chiamando chissà quale parente, amico o conoscente al cellulare.
Quando mai riusciremo a vedere anche a Roma, come già avviene in tante capitali civili come Katmandu, Astana, Yerevan, Bogotà, Asuncion, Nouakhchott, Maputo, Mogadiscio, un vigile urbano per ogni incrocio che massacra di multe i fetenti che viaggiano senza cinture, fumando e scrivendo quattro esse-emme-esse al minuto?
E quando ce la faremo a vedere anche nella Città Eterna, come già avviene in tante capitali evolute come Skopje, Kiev, Kinshasa, Harare, Tegucigalpa, Quito, Bishkek, Manila i carri attrezzi che si portano via le autovetture parcheggiate abusivamente su strisce pedonali, marciapiedi, viali e controviali?
Come mai della tua ordinanza contro i lavavetri non gliene frega niente a nessuno? Ai semafori i lavavetri continuano a lavare i vetri come ai tempi di Rutelli, i venditori di fazzoletti di carta continuano a vendere i fazzoletti di carta come ai tempi di Veltroni, i saltimbanchi continuano a saltimbancare, gli zingari continuano a zingareggiare, i mendicanti continuano a mendicare e i rompiballe continuano a rompere le balle. Vuoi che ti dica dove sono? Non te lo dico. Mandaci i vigili urbani, così saranno costretti a girare.
Come mai della tua ordinanza contro chi sporca Roma a nessuno je po’ fregà de meno? Ogni giorno vedo decine di personaggi che gettano carte a terra, centinaia di maleducati che buttano giornali a terra, migliaia di imbecilli che buttano le cicche a terra e nessun vigile che li rovina di multe. Emanare un’ordinanza del genere e non fare nulla per farla applicare è come difendersi dai ladri lasciando la porta di casa aperta a metà anziché completamente spalancata.
Come mai a un mese dalle elezioni regionali ci sono ancora milioni di manifesti elettorali appiccicati sui muri, sugli alberi, sui pali della luce, sui semafori, sui segnali stradali? Li vogliamo tenere buoni per le elezioni del 2015? Ottima idea che denota una oculata mentalità risparmiatrice, ma se poi i candidati cambiano, che famo?
Cosa intendi fare per costringere i netturbini a lavorare? Sei proprio sicuro che per raccattare una cartaccia da terra ci vuole un operatore vestito da marziano con tuta spaziale che aziona un aggeggio che emette un potente getto di aria facendo un casino bestiale, il quale aggeggio sposta la cartaccia verso la sede stradale dove viene raccolto (al secondo o terzo passaggio, mai al primo) da parte di un lentissimo e ingombrante carro armato dotato di spazzole rotanti che facendo un rumoraccio bestia risucchiano la summenzionata cartaccia?
A proposito di schifezze, perché non fai fare una semplice ma significativa modifica sui mezzi dell’AMA che dovrebbero svuotare i cassonetti della monnezza? Mi spiego meglio. Ora funziona così: il mezzo dell’AMA arriva davanti ai cassonetti, li trova inaccessibili a causa delle macchine parcheggiate dai cretini, e allora prosegue fino al successivo gruppo di cassonetti, anche questi sono inarrivabili per via di altre macchine parcheggiate da altri cretini, e allora procedono fino ai prossimi, e la storia si ripete all’infinito. Risultato: le immondizie sono sempre di più e i cretini anche. E allora veniamo alla modifica che ti propongo: dotare i mezzi dell’AMA di un “compattatore veicolare” che afferra la macchina, la frantuma e la riduce a un cubetto di 8 centimetri di lato, che poi viene buttato. Credimi, è una genialata: in un colpo solo avremmo meno rifiuti e meno macchine, più salute e più posti liberi.
Cosa intendi fare con le scritte che deturpano ogni centimetro quadrato di ogni mattonella di ogni muro di ogni palazzo di ogni via di ogni quartiere di Roma? In città ci sono miliardi di telecamere. Metti pure che la metà siano finte e che la metà di quelle vere non funzionino, secondo le migliori tradizioni italiche. Ma le rimanenti bastano e avanzano per osservare e registrare tutto. Significa che si sa perfettamente chi sono i writers. Perché non vengono acciuffati, condannati a migliaia di anni di galera (insieme ai loro nefasti genitori) eventualmente convertibili in lavori socialmente utili (ovviamente gratis) di pulizia e ripristino dei monumenti deturpati?
A proposito di monumenti, quando la facciata di una chiesa o di un palazzo deve essere manutenzionata, è un’ottima cosa rivestirla con un telone su cui è riprodotta la facciata sottostante. Ma è una pessima abitudine quella di deturpare metà della superficie del telone con un megamanifesto pubblicitario. Peggio ancora quando un obelisco viene sottratto all’ammirazione di cittadini e turisti ricoprendolo per anni con una impalcatura su cui campeggiano le pubblicità. Siccome il granito che compone gli obelischi non è soggetto né all’usura del tempo né agli agenti inquinanti né all’aggressione da parte dei vegetali, mi viene il sospetto che quelle impalcature servano non a nascondere chi ci sta alacremente lavorando di sotto (infatti non c’è mai nessuno) ma semplicemente a sostenere le pubblicità. Sarà pur vero che gli inserzionisti pagano esageratamente, ma non ti sembra che il decoro di Roma valga molto di più?
Come mai Roma (che è Roma e non -con tutto il rispetto- Tirana, Chisinau, Minsk, Kigali, Bujumbura o Rangùn) è teatro quotidiano di 127 cortei, 99 dimostrazioni, 37 sit-in e 842 scioperi? Ben venga la libertà di manifestazione del pensiero, ci mancherebbe, ma perché mai, quando vengono avanzate richieste di fare casino a Roma (che è Roma e non Tbilisi o Pyongyang) non si risponde educatamente: “La manifestazione è autorizzata, anzi incoraggiata e benvenuta, ma non qui: andate sull’isola di Montecristo, ovviamente a spese vostre!”?
Come mai non si percepisce differenza alcuna fra la Roma amministrata dalla Destra e quella amministrata dalla Sinistra? Forse perché le ideologie sono tramontate e Destra e Sinistra sono concetti obsoleti? Sarà, ma allora buttiamo pure via i testi ideologici e affidiamoci solo al vocabolario della lingua italiana, secondo il quale il “destro” è un’opportunità mentre il “sinistro” è un incidente. E allora una piccola differenza si dovrebbe pur vedere, no?
Ora consentimi un pensiero nostalgico al tuo predecessore Giulio Cesare. Egli nel primo secolo avanti Cristo emanò la Lex Iulia Municipalis con cui, fra l’altro, obbligava i mezzi di trasporto ingombranti (come i carri a quattro ruote a traino animale) a fermarsi fuori dalle mura. Oggi, e sono passati ventuno secoli, gli autobus a due piani, mannaggialloro, transitano (o cercano di farlo) lungo le vie del centro che sono rimaste quelle di 2.100 anni fa. Che famo, lasciamo tutto così?
E per finire, quanti bambini sono nati a Roma dall’inizio del tuo mandato? Forse un milione e 437.000? Ebbene, hai fatto piantare un milione e 437.000 alberi, come è stabilito dalla legge n. 113 del 29 gennaio 1992 che impegna i comuni italiani a piantare un albero per ogni pargoletto che viene alla luce? O no? Da parte mia, ho visto solo alberi cadere (pochi di propria spontanea volontà e molti spinti da qualcuno) ma non ho mai visto un solo albero nuovo.
Caro Gianni, non mi servono risposte urgenti, mi basta che tu pensi a queste domande la sera prima di andare a letto. Ma se poi non riesci a dormire, non prendertela con me.
