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Sembrava Weimar

La vera faccia di Piazza Navona mette paura

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“Nauseante”. Così Giampaolo Pansa, non un giornalista qualunque, aveva appena definito Antonio di Pietro sul suo Bestiario, rubrica dell’Espresso, non un settimanale qualunque. Piazza Navona ne è stata la riprova. Linguaggi e manifesti di sconclusionata virulenza. Volgarità irripetibili. Furia manichea. Evento ormai oltre la mitologia e la messa alla berlina del nemico. Sembrava una manifestazione da anni trenta contro la perfida Albione. Nessuna ironia come ai tempi dei primi girotondini. Nessuna mestizia come nell’eterno morettismo. Nessuna creatività, come nell’invenzione, sia pur greve e iperbolica, del Caimano. No. Adesso il caimano diventa il Magnaccia. E ha poco di che prendere le distanze l’ometto delle manette e dei mattinali di polizia, da colei - una comica molto appassita - che evoca “uccelli in bocca” e donne come lei, anzi, ministre, legittime rappresentanti del popolo, trattate con invidia maschilista e odio razzista. In effetti, in quella piazza di Roma, la presunta “difesa della Costituzione” scorre così come scorreva l’olio di ricino nelle gole degli avversari di Mussolini. Come alla vigilia dell’orgia giustizialista scorrevano le immagini del politico sul trattore, perfetta sintesi della sostanza dell’uomo di regime quale Di Pietro è, e che del Duce raccontavano i film Luce. A piazza Navona la legalità non è più uno strumento civile. E’ un fine da spione della Ddr. Un manganello da calare sulla testa di un tale che non è più riconosciuto nemmeno come un essere umano tra noi, esseri simili. No. Berlusconi è il diavolo in persona. E’ Jack lo Squartatore della comunità. E’ la Spectre di tutti i poteri occulti. E poi quella strana, inquietante, totalitaria insinuazione. E cioè che il voto degli italiani è “una truffa”, “un trucco”, “una farsa”. Quella piazza lì, come la marmaglia che marciava contro la socialdemocrazia di Weimar. Pezzi di spartachismo comunista e, soprattutto, camicie brune hitleriane. “Non sono di sinistra”. Con queste parole Piero Sansonetti, non un direttore qualsiasi, aveva preso le distanze dalla manifestazione del ducetto di Montenero delle Bisacce, e poi da quelle facce lì, così terree, così gogoliane, anime morte, di Travaglio, Flores D’Arcais, Camilleri. Non sono di sinistra. Non solo. Non sono neanche più l’antipolitica. Sono solo racaille. Feccia. Per fortuna l’Italia di Berlusconi non è la Repubblica di Weimar. Anche per questo il Pd e Veltroni non solo farebbero bene a prendere le distanze dall’Idv. Ma dovrebbero tranciare ogni ponte. Marcare linee di confine invalicabili. Scacciarlo all’estrema destra della Camera e del Laticlavio. Perché c’era proprio di tutto a piazza Navona. Tranne, appunto, lo spirito di libertà, civiltà e democrazia.

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10 COMMENTS

  1. Quello che mi ha nauseato
    Quello che mi ha nauseato sono le parole di Fini e Schifani,usate solo per le offese al Papa e al capo dello stato.Sul capo del governo nulla.Nulla neppure dagli altri partiti.Anzi veltroni,nel prendere le distanze da di pietro,ha rivendicato “vittorie” ed ha accomunato Berlusconi e di pietro in quanto entrambi “estremisti”.Non so se anche per il capo del governo ci sia il reato di vilipendio.In ogni caso Berlusconi dovrebbe seguire l’esempio del ministro Carfagna:Per la dignità sua,del suo governo,dell’Italia e dei suoi elettori.

  2. Piazza Navona
    Che Di Pietro sbraiti, si arrabatti, insulti veementemente, agiti il pugno come fosse in una piena crisi di nervi, posso comprenderlo…
    Chi non riesco proprio a comprendere sono quello stuolo di
    RADICAL CHIC,
    Micromegati,
    Intellighentie varie a partire dal nord Italia fino alla Sicilia,
    portatori e annunciatori delle proprie ed uniche “vere ed inconfutabili” verità…

    Luigi Amicone ci sarà andato un po’ duro nell’articolo, ma ne condivido la sensazione,

  3. Il triste barnum del finto legalismo
    Appaiono lontani, d’una lontananza siderale, i tempi in cui un intellettuale della finezza di Pietro Calamandrei poteva dare alle stampe il suo “Elogio dei giudici scritto da un avvocato”. Altri tempi ed altre tempre di magistrati (e, diciamolo, di avvocati), ben altro spessore culturale ed umano, una cifra morale che appare tanto più alta se posta a confronto con lo squallore raggelante dei tempi correnti, paradigmaticamente cristallizzato nelle esibizioni grottesche di folle fanatiche, aizzate da un ex P.M. (dai misteriosi trascorsi accademici) in perenne conflitto con la grammatica e con la decenza.
    La sguaiata, reazionaria e bolscevica “manifestazzione” officiata in P.za Navona dalla combriccola forcaiola dei noti sanculotti in cashmere di Micromega, ha scoperchiato un pentolone ribollente odio ideologico ed intolleranza talebana rivelando l’aspirazione segreta della parte peggiore della sinistra a sostituire con le manette le libere elezioni. Si fa strada una concezione allucinata e farisea della dialettica politica, intrisa della retorica neoqualunquista della “società civile” e di un manicheismo isterico, venato di pulsioni fondamentaliste ed estremiste, dietro le quali si cela l’opportunismo pezzente dei gerarchetti della “gauche caviar”, sempre pronti a far sfoggio ipocrita di inesistenti titoli di superiorità morale. La resistenza di cartapesta invocata, con comico furore, da un ex cameriere di casa Agnelli ( Furio Colombo) , da soubrettine smutandate , da boiardi e boiardini di stato, da cineasti spompati, scrittori arteriosclerotici, professorini uggiolanti e black block in toga sarebbe patetica se non fosse, di per sé, già pornografica. Questi neo resistenti alle vongole che intossicano il clima civile del Paese altro non sono che i grassi topi pasciutisi, essi sì, nel formaggio del “regime”. Loro unico intento non è “difendere la democrazia” (sic…) ma la “robba” accaparrata con poco sforzo e ancor meno talento in cinquant’anni di contiguità servile con tutti i poteri, di rivoluzionarismo declamatorio e salottiero, di esibizionismo antifascista senza rischi e senza dignità. Qui non si tratta di difendere Berlusconi o Pincopalla ma di difenderci dalla falange famelica e arrogante, farisea e trombona, revanchista e supponente dei teocrati delle manette e da quei torvi cultori di un legalismo straccione per i quali le regole si interpretano per gli amici e si applicano ai nemici. Starnazzanti oche del Campidoglio con velleità intellettuali, veri analfabeti della democrazia, cicisbei da cocktail party resistenziale; costoro affettano una parossistica intransigenza ideologica furbescamente finalizzata all’edificazione di un alone di martirio –incruento e fasullo – nel caso in cui dovessero perdere la cadrega, la sinecura ben pagata, il robusto stipendio, la consulenza d’oro. Li conosciamo bene questi livorosi abatini della moralità pubblica , troviamo stomachevole il loro schifoso tic di far coincidere il bene comune con il bene proprio, l’uso cinico di alti ideali (la democrazia, la libertà, la “Costituzione” ooohhh) prostituiti alle esigenze di un tatticismo arraffone e squallido, la sostanziale vigliaccheria di chi scimmiotta pose guerrigliere ben sapendo di nulla rischiare sul piano personale ché, altrimenti, li ritroveremmo tutti a scrivere suppliche all’orco di Arcore… come quelle che scriveva Bobbio a Mussolini!
    Diceva Lenin che l’estremismo è la fase infantile della politica, è ora che la Politica (quella vera, con la P maiuscola, sia di destra che di sinistra) si riappropri dei Suoi compiti e della sua dignità, richiuda il rumoroso caravanserraglio dei vocianti buffoni in cerca di facile gloria, abbandoni questi ultimi, per usare una metafora freudiana, ai tormenti della loro irrisolta fase anale

  4. Però consoliamoci…
    Però consoliamoci, almeno Di Pietro non fa più il giudice: sarebbe assai più pericoloso in una Procura che in una piazza!

  5. sempre Weimar e mai Mosca
    a piazza Navona c’era la sinistra irriducibile, eversiva, giacobina con la solita volgarità. La sinistra eterna e sarebbe il caso di ricordare quanto accade a Mosca nel ’17, invece di ripetere la zolfa del fascismo rosso, dello squadrismo rosso, di Weimar…Questo articolo sembra scritto sull’Unità, durante il terrorismo: ricordate? le BR erano fasciste…. Sabina Guzzanti è di sinistra. Urge non dimenticare che nel ’17 si è fatta la rivoluzione bolscevica, non nazista, né fascista. La Russia sovietica era un nemico dell’Occidente, chi non ci crede lo chieda agli americani e chieda anche come trattarono i comunisti dal ’47 e ’54, se strinsero cordiali rapporti con Cuba…. A Piazza Navona si è visto il becerume dell’intellighenzia, la volgarità della sinistra eversiva. Meno male che c’è la tv e tutti possono vedere cos’è la sinistra e l’antifascismo eterno…
    Calamandrei aveva un figlio terrorista, sarebbe bene ricordare che l’attentato di via Rasella fu fatto per iniziare la guerra civile.Forse una ripassatina alla storia non nuoce.

  6. La causa comune
    Alla fine però Dipietro & C servono – e come – alla causa, perchè pensano loro a fare un bel lavoro lercio, e tu puoi tenere le tue manine belle pulitine, puoi deprecare serio positivo e democratico, e prendere le distanze da questi estremismi, sia quelli di Piazza Navona sia quelli di Berlusconi stesso (cavolo, se non è un estremista lui!), e magari si raccatta da una parte e pure dall’altra. Si veda lo statista D’alema che ha annusato l’aria e già salta fuori per prendere il suo pezzo: “… Silvio, ma non hai nulla da temere, esci pure con le mani in alto… “. Questi vecchi (ormai sì anche loro) compagni hanno i loro schemi e i loro metodi da decine d’anni, imparati dai tempi dei calzoni corti. Ma com’è che con Silvio non funzionano bene?

  7. piazza Navona
    Ma la Guzzanti si parla col padre?
    Possibile che un padre liberale come il suo non riesca a far capire alla figlia che ha delle convinzioni da pseudo-moralista, del tipo” sono di sinistra quindi la cultura mi appartiene” tutto il resto e’ schifo?
    Poverino aver messo al mondo una figlia anzi due che non hanno fatto altro che sputare nel piatto dove mangia il padre appunto!
    Eppure sono convinta che se solo riflettesse su quanto potrebbe far ridere la piazza se avrsse il coraggio di prendere in giro …Veltroni, Prodi, Dalema e company ma forse sarebbe portata in un gulag costruito apposta per lei.

  8. il carnevale della sinistra
    la manifestazione di piazza Navona è stata una carnevalata come tante altre, la tv lo mostra. I compagni vogliono andare in tv e organizzano un mega reality a piazza Navona.Invitano attori e cantanti e loro ci vanno sperando in un programma in tv, una comparsata…La Guzzanti è figlia del senatore Guzzanti come tanti altri figli d’arte son figli di politici: vedi Amato. La Guzzanti è in tv da anni, ha i suoi annetti, ha trovato un filone e continua. Fosse stata più bella avrebbe scelto ruoli drammatici. Il problema è un altro. Questa sinistra è allo sbando, Veltroni lo capisce e va in tv a deplorare. Veltroni dovrebbe fare di più: prendersi le responsabilità storiche ( ne ha anche lui) per avere illuso la sinistra, come l’intellighenzia non ha avuto la forza mentale di affrontare la fine dei miti. Inutile di tentare di lanciarle ponti dal centrodestra a questa sinistra fuoritesta. Veltroni è andato in tv perché si è preso paura: sa di avere perso le elezioni, sa di non avere il paese dalla sua parte, sa che un tentativo rivoluzionario sarebbe suicida. Purtroppo Veltroni non controlla questa sinistra in preda a pulsioni rivoluzionarie e sarà un affare serio riportarla alla ragione.

  9. Complimenti
    Complimenti a Luigi Amicone per l’articolo e a Jan Kantos per lo straordinario commento! Dopo averlo letto credo non ci sia più nulla da aggiungere alla squallida pantomima di Piazza Navona. Anzi, solo un pensiero a Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, immortalmente presenti e vigili con loro opere su quella che è una delle piazze più belle del mondo: si saranno davvero avviliti nel vedere una siffatta ciurmaglia piena di livore giacobino della peggior specie bivaccare attorno ai loro capolavori. Gli architetti che hanno fatto grande la Roma della Controriforma umiliati da coloro che ne hanno fatto (e vorrebbero continuare a farne) un postribolo, un porcile, un abominio a cielo aperto…
    Impediamoglielo!

  10. di pietro
    ha ragione Pansa nella sua analisi,su di pitro ,questo personaggio sta diventando pericoloso perche è il braccio armato della magistra…a,e sa che chiunque tenti di querelarlo non avra nessuna possibilita di avere ragione .
    se la politica non usa l’autorità di cui dispone ,l’agricoltore (di pietro)diventerà il nuovo MUSSOLINI o STALIN,solo che il primo aveva idee su cosa si doveva fare (guerra a parte) questo
    vuole solo chiudere tutti in galera.
    non ha la ben’che minima idea di cosa bisogni fare x raddrizzare la situazione attuale.
    Panza non è la prima volta che cerca di avvisarci,
    che la sinistra non sà che pesci pigliare ,perciò
    insiste con l’attacco al cavaliere,sperando di compattare le sinistre (sinistre).
    Non vedete che gli italiani in maggioranza votano
    per il pdl?……

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