Ministro Tremonti, ecco i soldi per la manovra da 25 miliardi
09 Luglio 2010
Non sarà “finanza creativa”, ma poco ci manca. Ecco come e dove trovare i 25 miliardi di euro della nuova, tormentata e combattuta finanziaria senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Qui di seguito vengono proposti alcuni metodi, non necessariamente alternativi fra di loro. Sta all’esecutivo sceglierne uno o -perché no?- un mix dei vari sistemi.
Primo metodo. La finanziaria vada di pari passo con le troppo attese e mai attuate riforme istituzionali. In particolare i fasti del Quirinale non hanno più senso nel ventunesimo secolo. E’ da lì che bisogna smetterla di vivere al di sopra delle nostre possibilità. L’Italia non è più una Monarchia né un Papato e quindi è inutile che il capo dello Stato viva in una reggia che ci costa varie volte Buckingam Palace. Vaclav Havel, appena eletto presidente della Repubblica Ceca, abitava a casa sua, in un semplice condominio. Fra un modesto appartamento in condominio e una reggia megagalattica ci sarà pure una via di mezzo, no? Poi si abolisca il Senato (il bicameralismo perfetto è perfettamente inutile e perfettamente dannoso) e la Camera venga ridotta da 630 a 100 deputati. Anzi, novantanove, così non correremo il rischio di parità fra due schieramenti. I palazzi recuperati (Quirinale, Palazzo Madama, Palazzo Giustiniani e tanti altri) vengano adibiti a musei che non mancheranno di essere visitati da milioni di turisti ogni anno, con relativo impinguamento delle casse statali. Poi si aboliscano i frequentissimi e inspiegabili viaggi all’estero delle quarantaquattro più alte cariche dello stato e vengano sostituite, quando non se ne può fare a meno, con videoteleconferenze. Al tempo stesso si riducano gli emolumenti dei politici al 10% di quelli attuali e i privilegi (auto blu, uffici, staff, prebende, esenzioni da tutto, ecc…) vengano annullati. Abolendo anche le 148 inutilissime rappresentanze all’estero delle regioni e cancellando tutte le province, i miliardi risparmiati non saranno 25 ma 50. Troppo difficile, perché i tagli riguardano proprio coloro che dovrebbero deciderli? Troppo improbabile che siano proprio i capponi a decidere di anticipare il Natale? Può darsi. Ma ci sono altri metodi.
Secondo metodo. La nazionale di calcio è tornata a casa dai campionati mondiali con ignominia. Il povero calciatore Pak Doo Ik della Corea comunista che ci eliminò dai mondiali nel luglio 1966, quando tornò a casa trovò ad attenderlo, in aeroporto, la polizia. Fu prontamente ammanettato e messo in galera. Il motivo? Avere esultato dopo il gol, in maniera troppo “occidentale”. E pensare che la partita l’aveva vinta. Cosa fare a quelli che le perdono? Non dico di metterli in galera, ma far tirar fuori 25 miliardi dalle pingui tasche di Lippi, della Federcalcio e di quei superpagatissimi calciatori mi sembra il minimo. Non vogliamo essere troppo punitivi verso quei poverini che in fin dei conti ce l’hanno messa tutta? E sia, e allora cambiamo metodo.
Terzo metodo. Restiamo nel mondo del calcio, che è un settore dove i miliardi di euri si sprecano (e male). Si prenda la classifica dell’ultimo campionato di serie A. Alla prima classificata, chiunque essa sia, si facciano sborsare 6 miliardi. La seconda ne tiri fuori 5, la terza 4, la quarta 3, la quinta 2 e quelle dalla sesta alla decima un miliarduzzo solo a testa. Totale: 25. Ecco trovata in un battibaleno la cifra che serve, e senza tagliare stipendi e pensioni, senza aumentare i pedaggi alle autostrade, senza triturare il comparto sicurezza e difesa. Ma si potrà obiettare che l’Italietta senza calcio non vive e che quei soldi sono indispensabili alle società per acquistare i calciatori secondo tariffe immorali. E servono anche per pagare le consorterie degli hooligans che poi sfasciano stadi, pullman e teste degli avversari, e tutto questo ha un costo elevato. E va bene. E allora valorizziamo le PMI, le piccole e medie imprese italiane capaci di iniziative che tutto il mondo ci invidia.
Quarto metodo. Facciamo un esempio solo: la OCS (Officine Costruzioni Speciali) di Albignasego presso Padova. Questa società potrebbe avere successo là dove ha fallito la BP: ripulire il Golfo del Messico dagli effetti della marea nera. Quella ditta produce già da trent’anni Float Discoil, un’apparecchiatura costituita da una serie di dischi che vengono parzialmente immersi nell’acqua da disinquinare. I dischi, ruotando, richiamano l’olio galleggiante, lo raccolgono sulle superfici del disco e da queste l’idrocarburo viene poi separato mediante alcuni pattini raschiatori. Il liquido separato, quindi, viene convogliato in una vasca di prima raccolta e da questa pompata in modo automatico al serbatoio di raccolta. Mediante questo procedimento, il recupero avviene in modo pulito e senza alterare le proprietà dei fluidi interessati. Il risultato è la raccolta di 300 metri cubi di prodotti oleosi all’ora, che possono venire riutilizzati. Il sindaco di Albignasego Massimiliano Barison ha ritenuto di dover interessare in merito direttamente il presidente Obama con una lettera reperibile sul sito internet del comune: “Ho ritenuto, in qualità di primo cittadino, di attivarmi personalmente per offrire un contributo effettivo per fronteggiare questo disastro ambientale che sta assumendo giorno dopo giorno dimensioni irreparabili. Float Discoil rappresenta un’eccellenza del nostro territorio ed è giusto valorizzarne l’utilità ed il valore. Mi auguro sinceramente che questo apparecchio possa decollare al più presto per la Louisiana”.
La straordinaria vicenda è venuta alla luce non solo grazie alla missiva del sindaco ma anche in seguito ad una interrogazione parlamentare del senatore Paolo Giaretta e ad un articolo di Piero Laporta su Italiaoggi. Nell’articolo ci si chiede come mai la Marina militare italiana, che secondo l’interrogazione di Giaretta dispone di ben 14 pattugliatori con tecnologia Discoil, abbia sempre mantenuto il silenzio dal 20 aprile, giorno del disastro al largo della Louisiana, perdendo la ghiotta occasione di promuovere l’industria italiana nel mondo.
Ma siamo ancora in tempo: offriamo a Obama questa soluzione e gli USA saranno ben felici di pagare 30 miliardi di euri. Cinque alla OCS che se li merita, e 25 per la famigerata finanziaria. E le tasche degli italiani saranno salve.
