Nella disfida sul contante, la sinistra come sempre la butta in caciara

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Nella disfida sul contante, la sinistra come sempre la butta in caciara

Nella disfida sul contante, la sinistra come sempre la butta in caciara

26 Ottobre 2022

L’aumento del tetto al contante si farà. Giorgia Meloni nella sua replica in Senato lo dice chiaramente.

Il centrodestra vuol mantenere una delle promesse elettorali che è anche una battaglia storica della coalizione.

Ma dai banchi dell’opposizione, si scatena la bagarre.

Aumentare il tetto il contante, complice la Lega che ci va giù duro, proponendo di alzare il tetto a diecimila euro, per la sinistra vuol dire favorire il sommerso.

Rieccolo uno dei capisaldi della “war on cash”. Le banconote sinonimo di evasione fiscale, riciclaggio e denaro sporco.

Ora, intendiamoci, l’evasione è un problema strutturale di questo Paese.

Ogni anno vengono evasi circa 100 miliardi di euro, secondo le stime del Tesoro.

Nel 2019, come ci ricorda Reuters, è stato evaso il 18,5% delle imposte.

Certo, il contante è più difficile da seguire dei pagamenti elettronici. Ma, uno, l’Agenzia delle entrate fa il suo lavoro.

Perseguendo la grande evasione e l’elusione dei gruppi multinazionali.

Due, pensare di combattere l’evasione col cashback, spingendo la signora che va a fare la spesa al supermercato a usare la carta, si è visto com’è finita.

Tre, ci sono grandi Paesi europei dove l’evasione è molto più bassa che in Italia e dove non ci sono limiti al contante. Vedi la progredita Germania.

Quattro, non esiste nessuno studio che dimostri dati alla mano che ci sia una correlazione tra sommerso e uso del contante.

Cinque, l’Italia, insieme alla Germania o alla Spagna, sono Paesi dove tradizionalmente c’è una forte liquidità.

Per questo, Meloni nella sua replica attacca: “Abbiamo assistito ad una discussione molto ideologica sul tetto al contante”.

Aggiungiamo anche un altro concetto che dovrebbe garbare ai più sinceri animi liberali.

Non si possono costringere le persone a pagare con bancomat e carte di credito.

Né si possono sottoporre commercianti, negozianti, cittadini al ridicolo balletto sul tetto al contante a cui abbiamo assistito in Italia negli anni.

Prima su, poi giù, tremila, poi mille euro, no congeliamo il provvedimento, di nuovo duemila, e via discorrendo.

Si chiama incertezza normativa. E’ uno dei mali peggiori del nostro Paese.

Per non dire di tante altre questioni, per esempio legate alla privacy, all’uso dei nostri dati personali, alle truffe informatiche, aperte pagamenti elettronici.

Da Bruxelles, in giornata interviene anche il vicepresidente della Commissione europea. Dombrovskis dice due o tre cose molto chiare.

Ricorda che in Europa ogni Paese fa un po’ come gli pare. I tetti vanno da 500 a oltre 10.000 euro. C’è anche chi non mette proprio nessun tetto.

E aggiunge anche un altro concetto. “Noi continuiamo a vedere un ruolo del contante. Il contante dovrebbe essere largamente disponibile per chi desidera usarlo”.

Si fanno sentire anche le associazioni di categoria.

Assovalori, che riunisce le aziende del trasporto valori in Italia, “apprezza” le parole di Dombrovskis.

“I contanti restano lo strumento di pagamento privilegiato per ampie fasce della popolazione italiana. Sono inoltre un’importante riserva di valore che soddisfa le esigenze di sicurezza della nostra società”, dice il presidente Staino.

E aggiunge: “Considerando le forti variazioni esistenti tra gli Stati membri, auspichiamo che la Ue stabilisca un tetto medio per l’utilizzo delle banconote. In questo caso sarebbe certamente più alto rispetto alle proposte, fortunatamente superate, che nel nostro Paese intendevano limitare la libertà di scelta nei pagamenti”.

Per Confcommercio “nell’attuale quadro economico, caratterizzato da forte instabilità e da una perdurante stagnazione dei consumi, non appare congruo porre ulteriori limitazioni alle forme di pagamento”.

“Il forte incremento della diffusione della moneta elettronica registrato negli ultimi anni, non può infatti prescindere dal legittimo uso del contante”.

“In assenza di interventi normativi, dal Primo gennaio 2023 il limite per l’utilizzo del denaro contante in Italia scenderà da duemila a mille euro, confermando la forte asimmetria rispetto a molti altri Paesi europei in cui vigono limiti ben più elevati o addirittura non sono previste soglie”.

“Nell’attesa che si pervenga finalmente alla definizione di un limite comune a livello europeo,” sottolinea Confcommercio “è dunque auspicabile che in ambito nazionale questo venga elevato in misura significativa”.

Insomma, il fronte favorevole a un innalzamento del tetto al contante si allarga. In Parlamento e fuori.

Sembra una proposta sensata, visto che l’Italia si avvicinerebbe al livello di cash usato da tanti altri Paesi europei.

Ma non per Conte, che se la prende con la Lega. Non per l’ex ministro del lavoro Orlando. “L’aumento del contante e l’annuncio del condono significa più evasione. Quindi o aumento del debito o tagli ai servizi e nuove tasse. Intanto le mafie e gli evasori ringraziano,” twitta Orlando.

Di tutto un po’. Cash, condoni, debito, tasse, servizi, criminalità. Della serie, mischiare mele e pere per buttarla in caciara.