Oggi troppi giovani girano coi coltelli ma la lama è sempre a doppio taglio

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Oggi troppi giovani girano coi coltelli ma la lama è sempre a doppio taglio

24 Aprile 2009

Ancora una rissa e di nuovo adolescenti. Martedì a Roma in via del corso si sono fronteggiati degli adolescenti. Si è sfiorata la tragedia, infatti, uno di loro aveva un coltello con una lama di una decina di centimetri. La strada era piena di gente e le due bande rivali, bulli della Roma bene, sono passati dagli insulti agli spintoni. Fortunatamente i poliziotti in borghese sono intervenuti, trattenendo tre minorenni. Gli altri sono riusciti a scappare.

L’episodio ripropone una tendenza preoccupante; avere il coltello in tasca sta diventando una moda pericolosa. Un’abitudine che non appartiene soltanto ai ragazzi delle periferie o appartenenti a famiglie disagiate, ma come in questo caso, siamo al centro di Roma e i ragazzi sono figli di famiglie borghesi. Il fenomeno dell’uso dei coltelli e degli omicidi con l’arma bianca sembrerebbe non riguardare soltanto l’Inghilterra. L’anno scorso, infatti, le pagine dei giornali riportarono più volte tragedie avvenute a causa di risse con coltelli, in Inghilterra. Anche in quei casi il fenomeno era registrato come nuovo, trasversale nei ceti sociali e in crescita , anche se invece era in calo la delinquenza in generale. Anche da noi questo è stato uno dei tanti episodi in cui il coltello ha fatto la comparsa,ma a differenza degli altri casi non ci sono stati ferimenti.  La preoccupazione è tale che il sindaco ha chiesto arresto e pene più severe per chi porta un coltello; e ha sensibilizzato le scuole per promuovere azioni educative di prevenzione.

Sempre più ragazzi portano il coltello,e magari lo utilizzano in situazioni che non avrebbero mai pensato. Spesso hanno il coltello per tagliare droghe, ma molti altri lo portano per sentirsi forti o per difendersi, come dicono alcuni di loro. Il coltello è facile da reperire, non ci vuole un porto d’armi, si nasconde facilmente. Deve pur esserci una ragione se come dicono loro: con un coltello ti senti più sicuro e se fai parte di una gang ti senti protetto. Girano in gruppo, e sono loro stessi il loro riferimento principale. Sembra che abbiano sostituito alle inesistenti regole della famiglia le loro. All’assenza del padre il capo gruppo più grande. Si proteggono da soli, si fanno giustizia da soli. Ci fanno capire forse che stanno cercando una strada per diventare grandi,che non hanno modelli maschili di riferimento forti. Stanno mostrando anche tutta la loro paura; poiché se si sente la necessità di uscire armati vuol dire che la loro fragilità è eccessiva.

L’adolescenza è sempre stata una stagione inquieta della vita,dove i tentativi per emergere e crescere spesso sono stati scomposti e violenti. Oggi però sono i numeri a fare la differenza,non sono casi isolati e la violenza è maggiore, poiché gratuita; non ci sono dietro idee,valori, da difendere,non che questo sarebbe meno grave, ma la mancanza di indizi e di senso fa porre la domanda: cosa è cambiato? Forse la mancanza di limiti, di regole, la rincorsa alla soddisfazione dei desideri, il consumismo esasperato di tutto: oggetti, immagini, emozioni,l’usa e getta di pensieri, emozioni, e cose,ha fatto saltare un sistema che regolava i rapporti; che spiegava ciò che era lecito e ciò che non lo era.

Allora forse si è arrivati anche all’usa e getta delle persone; di se stessi e dell’altro. Tutto questo fa paura poiché non si capisce da dove cominciare. Dalle regole? Dalla legalità? Dall’amore? O forse dalla forza, dal coraggio, che ognuno di noi dovrebbe avere di opporsi al figlio,di spiegargli che anche noi abbiamo avuto paura di crescere. Di avere fiducia in se stessi ed aspettare che le cose arrivano, maturano con calma; che ci vuole tempo e in quel tempo a volte immobile, si trova poi la forza. Un’idea, un’emozione, che improvvisamente compaiono, possono essere la spinta ad andare avanti, a crescere, senza paura. Non può essere tutto e subito, come gli abbiamo fatto credere. Sicuramente dobbiamo cominciare noi adulti, tutti insieme, a non spaventarci dell’attesa e delle inevitabili frustrazioni che la vita riserva.  Oggi la violenza ha spesso come movente la terribile tentazione di avere tutto, essere tutto, sia per i ragazzi che per gli adulti. Il rigore,le regole,vengono vissuti come stupidi moralismi; ed allora si oscilla continuamente, tra il dubbio di contenere,o di abbandonarsi a questa bulimia esistenziale.