Per Veltroni è tutto incostituzionale. Anche la norma sui precari
29 Luglio 2008
di Nicolò Zanon
Confesso di non saper dire fino in fondo se la cosiddetta norma “antiprecari” sia giusta o sbagliata. Se ne può discutere, come dimostra il fatto che anche nella maggioranza un certo dibattito si è aperto.
Quel che invece sorprende e, se me lo si consente, un poco anche diverte, è l’atteggiamento dei vertici del PD. L’altra sera al telegiornale si ascoltava Veltroni dire solennemente che di quella norma “sarà vagliata la costituzionalità”. Su un quotidiano del mattino campeggiava poi la dichiarazione di Ichino, con un giudizio perentorio e inappellabile: “incostituzionale!”.
Ora, siccome di mestiere faccio il costituzionalista, frasi del genere attirano molto il mio interesse. Ma mi metto nei panni di un componente qualsiasi del corpo elettorale, di una persona che fa un qualunque altro mestiere, e mi chiedo: ma il PD crede di vivere in un perenne convegno dell’associazione italiana costituzionalisti?
Negli ultimi mesi è come se l’opposizione politica abbia lasciato campo libero a un gruppo di giuristi iracondi e perennemente indignati, quasi imbalsamati col ditino alzato a prendersela con l’ultima incostituzionalità del Governo Berlusconi. Le impronte ai rom? Incostituzionali! L’aggravante di clandestinità? Incostituzionale! Le modifiche alla legge sui rifugiati politici? Incostituzionali! Il decreto sulla spazzatura a Napoli? Incostituzionale! Il Lodo Alfano? Incostituzionalissimo, naturalmente.
Provate a visitare un qualunque sito dedicato a questioni di diritto costituzionale: è una Disneyland dell’incostituzionalità di questo e di quello, più o meno a partire dal maggio scorso. Ma questo lo si capisce, è nel Dna della corporazione.
Il fatto è che la politica, di governo e di opposizione, non la fanno i professori di diritto costituzionale. E credo che sia sciocco sostenere che le leggi che non piacciono sono incostituzionali, perché si tratta di un atteggiamento che rivela solo carenza di elaborazione politica. Ma soprattutto penso che la gente capisca molto poco il messaggio che si vorrebbe in tal modo veicolare: se uno ascolta il giudizio di Veltroni e Ichino sulla norma “antiprecari”, quale posizione politicamente spendibile ne ricava?
Lo dico contro il mio interesse (di costituzionalista…): l’opposizione più responsabile torni a far politica e smetta di trastullarsi con categorie che per la gente comune sono esoteriche.
