Quei giovani che vogliono fare impresa ma vivono in Italia



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Quei giovani che vogliono fare impresa ma vivono in Italia

Quei giovani che vogliono fare impresa ma vivono in Italia

13 Luglio 2022

A Palermo, tra il 16 e il 17 luglio, si svolgerà il meeting estivo di Giovani Confcommercio. Nel dibattito saranno centrali il networking, la formazione, le nuove tecnologie, le imprese e, infine, l’associazionismo. Questo evento arriva dopo la pubblicazione di alcuni incredibili risultati di una ricerca, realizzata proprio da Giovani Confcommercio in collaborazione con OneDay e Meta. Il campione era formato da seicento persone, quindi non molte per un simile sondaggio, tra i 18 e i 35 anni.

Il 70% dei giovani, infatti, ritiene che il lavoro ideale per il proprio futuro sia da libero professionista o da imprenditore. Nel Paese in cui la retorica del posto fisso e dello stipendio statale ha imperato incontrastato per decenni, questo è un gran segnale di dinamismo culturale e, si spera, economico.

Anche la flessibilità è un’esigenza delle nuove generazioni, forse anche per questo viene così considerato il lavoro autonomo. Il 43% degli intervistati reputa che in futuro ii lavoratori avranno una libertà sempre maggiore di decidere quando, dove e come lavorare. La ricerca dell’equilibrio da lavoro e vita privata è quindi un elemento molto sentito. Tuttavia, lo smartworking viene considerata un’opzione percorribile solo per il 28%.

Da questa indagine si possono evincere anche i settori che cambieranno di più o di meno. Secondo i giovani, commercio, servizi alle persone e i servizi alle imprese subiranno molte variazioni. Ristorazione, l’agricoltura e i trasporti non si evolveranno molto. In particolare, si prevede l’esplosione di nuove professioni in tre ambiti: informatica/tecnologia, green jobs, marketing e della pubblicità.