Sempre più salumi italiani sulle tavole di tutto il mondo
28 Giugno 2022
All’Assemblea Annuale di Assica (Associazione Industriale delle Carni e dei Salumi) è stato raccontato lo stato dell’arte del settore. Dopo un 2021 in ripresa, non sono risibili le difficoltà che sta attraversando il settore a causa dell’esplosione dei costi di produzione.
Crescono i consumi degli insaccati
Nel 2021 i consumi di salumi sono tornati a crescere. Parliamo di una crescita di volume del 5,4% in Italia.
L’anno scorso, infatti, tutte le principali categorie di salumi nostrani hanno fatto registrare un trend positivo. È stata così confermata la struttura dei consumi interni. Medaglia d’oro per il prosciutto cotto, grazie a una quota del 27,1% rispetto al totale. Medaglia d’argento e di bro zonò per prosciutto crudo (21,9%) e mortadella/wurstel (18,8%). Il recupero più deciso rispetto al 2021 è, invece, della bresaola, cresciuta del del 6,7%.
Anche la produzione complessiva è salita del 7%. Parliamo di 1,169 milioni di tonnellate a fronte delle 1,093 del 2020. Tutte le tipologie di salume hanno riguadagnato terreno. Tuttavia, tra i recuperi più cospicui dobbiamo annoverare il prosciutto crudo, in arrivo da un annus horribilis, e il salame, la cui produzione è cresciuta del 10,3%.
L’export dei salumi corre
La crescita del volume delle esportazioni si attesta al 15,2%. Questo dato va a braccetto con un aumento di valore pari al 12%. Rispetto al 2020, inoltre si registra un saldo commerciale positivo per il 15,7%. I numeri migliori dipendono dalle esportazioni nei paesi comunitari. Il prodotto più gettonato, invece, è il prosciutto crudo.
È particolarmente positivo che su questo versante il livello pre pandemico sia stato superato: +7,9% sulla quantità e +15,6%.
