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Un'altra vittima dei talebani

Sulla morte di Malalai pesa il silenzio dell’Occidente

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Ahmad Shas Massoud, detto il “Leone del Panjshir”, combattente afghano ucciso da un ordigno esplosivo in una data significativa, il 9 settembre 2001. Malalai Kakar, poliziotta, freddata sulla soglia di casa a Kandahar, il 29 settembre 2008. Massoud e Malalai, due figure emblematiche, due personaggi coraggiosi che sognavano un Afghanistan pacifico, democratico e unificato, hanno entrambi perso la vita per mano dei talebani. Sono trascorsi sette anni dalla morte di Massoud, ma la situazione in Afghanistan non sembra essere migliorata, nonostante la caduta del regime dei Mullah e l’insediamento del governo democratico di Karzai. In Afghanistan sembra che tutto cambi affinché tutto resti com’è. 

La notizia della tragica fine di Malalai è su tutti i giornali, ma c’è il rischio che la sua memoria, già infangata dalla rivendicazione ufficiale dei talebani, venga presto dimenticata, come purtroppo è accaduto nel caso di Massoud, la cui figura, oggi, in molti stentano a ricordare. Un filo rosso lega idealmente queste due esistenze apparentemente diverse. Massoud, l’uomo che prima ricacciò l’Armata rossa e poi lottò fino allo stremo contro il movimento talebano. Malalai, eroica quarantenne che al burqa aveva preferito una pistola e che mai si era tirata indietro di fronte alle minacce e alle critiche. Entrambi avevano lo stesso appuntamento con il destino. Massoud, che non riuscì a liberare il suo popolo, ma riuscì ad insegnargli la libertà. Malai, madre di sei figli, responsabile del dipartimento per i crimini contro le donne, già sopravvissuta miracolosamente a diversi agguati, abbandonata dalle istituzioni e dal suo popolo.

Cosa dobbiamo attenderci dopo questo ennesimo gesto? Quello che abbiamo di fronte è un Afghanistan economicamente impoverito, profondamente infestato dalla corruzione, dove l’indipendenza e l’autodeterminazione delle donne sembrano sempre più una chimera e dove il movimento talebano sembra trovare nuova linfa vitale. Tutto questo rende difficile la rielezione di Karzai al prossimo appuntamento elettorale del 2009. Nonostante gli ottimi rapporti che da sempre lo legano a George W. Bush, la credibilità e la popolarità dell’attuale presidente afghano tra i diversi gruppi etnici del paese si è progressivamente consumata. Tuttavia, se il presente non è incoraggiante, neppure il “dopo Karzai” ci restituisce la speranza di un Afghanistan democratico.

Souad Sbai è deputata del Parlamento italiano per il Popolo della Libertà.

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1 COMMENT

  1. Massoud, fu assassinato 2
    Massoud, fu assassinato 2 giorni prima dell’eleven september, poiché altrimenti sarebbe stato un grossissimo ostacolo per Bin Laden & C0..Malalai Kakar, è un altra prova dell’inefficienza occidentale in Afghanistan: con la sua morte, muore un simbolo della resurrezione delle donne Afghane.

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