Italia News 02 Aprile 2013 di Ronin I “Quirinale Boys”. Saggi sì, ma non siano timidi Non carichiamoli di troppe attese per non trasformarli da saggi in saccenti: se dovessero apparire presuntuosi gli italiani non gliela perdonerebbero. Speriamo che non si comportino come tende a fare il saggio, che temporeggia, tattica buona per vincere lunghe battaglie ma inutile se Napolitano ti ha dato una settimana di tempo. E neppure troppo salomonici, ché il giudizio di Salomone era senz’altro ineccepibile ma troppo rigido nella sua imparzialità. La Pizia definì Socrate "il più saggio" tra gli uomini perché aveva capito che la saggezza coincide con il "saper di non sapere", ma sarebbe meglio che i "Quirinale Boys" rinunciassero alle altezze della maieutica pensando al risultato. Seneca attribuiva ai saggi due caratteristiche: la costanza, dovranno darne prova presto, e la imperturbabilità, che fino adesso non gli è mancata visto cosa gli è piovuto addosso. Senza esagerare però perché incassando e basta finisci nell’angolo: "Credono molti che uno savio, perché vede tutti e’ pericoli, non possa essere animoso," scrisse Guicciardini, "io sono di opinione contraria, che non possa essere savio chi è timido, perché giá manca di giudicio chi stima el pericolo piú che non si debbe". berlusconi bersani facilitatori