Home News Tariq Ramadan negli Stati Uniti? No, grazie

Il volto oscuro dell'Islam europeo

Tariq Ramadan negli Stati Uniti? No, grazie

Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha revocato il divieto di entrata negli Stati Uniti a Tariq Ramadan, teorico europeo dell’Islam radicale e virtuoso nemico degli ebrei, dandogli in questo modo la possibilità di prendere un posto di lavoro simile a quello che gli era stato offerto alla Notre Dame University ma che era stato occupato da altri a causa della sua indisponibilità. Contemporaneamente il divieto di entrata è stato revocato anche per il sudafricano Adam Habib, sinistroide accademico dell’Università di Johannesburg.

La decisione di ammettere Ramadan è profondamente sbagliata. Adam Habib è un personaggio innocuo. Tariq Ramadan non lo è.

A Ramadan è stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti per la prima volta nel 2004 in base al Patriot Act. Allora, stando a un articolo prevedibilmente ipocrita del New York Times di venerdì 20 gennaio, Ramadan non era stato accettato negli Stati Uniti perché aveva effettuato donazioni in denaro a un presunto ente di beneficenza che appoggiava l’organizzazione terroristica palestinese Hamas. Ramadan ha detto di non aver pensato che il gruppo oggetto della sua donazione fosse così tanto collegato ad Hamas, ricordando di aver denunciato il terrorismo in più di un’occasione. La mancata concessione del suo visto si basava in realtà sull’appoggio di Ramadan a due delle facciate di Hamas, il CBSP (Comité de bienfaisance et de secours aux Palestiniens, Comitato di Beneficenza e Soccorso ai Palestinesi) e l’Association Secours Palestinien (Associazione di aiuto palestinese). Quest’ultima è collegata con il CBSP, che nel 2002 il Tesoro americano ha definito finanziatore del terrore.

Svicolare su una tale questione è un atteggiamento tipico di Ramadan. Resta tuttavia una gran quantità di prove venute fuori dalla sua bocca e dalla sua penna in base alle quali dovrebbe continuare ad essere tenuto fuori dagli Stati Uniti. Ramadan, nato in Svizzera, è nipote di Hassan al-Banna, il fondatore in Egitto dell'organizzazione fondamentalista dei Fratelli Musulmani.

Nonostante le sua nazionalità svizzera, Ramadan sembra non conoscere quel Paese molto bene. O, per lo meno, è più motivato dalla propria rabbia contro gli ebrei, dei quali – ha insinuato – è la responsabilità del recente, e riuscito, referendum svizzero contro i minareti. Sul London Guardian Ramadan ha scritto che i sostenitori del referendum “volevano all’inizio dare il via a una campagna contro i metodi islamici tradizionali per la macellazione degli animali, ma che per paura di mettere alla prova la sensibilità degli ebrei svizzeri hanno rivolto lo sguardo ai minareti come simbolo conveniente all’occasione”.

Alla fine dello scorso anno Ramadan ha perso il posto di consulente municipale a Rotterdam e di docente presso l’Erasmus University per aver proseguito nella conduzione di un programma settimanale su Press TV, canale televisivo internazionale del governo iraniano. Gli europei, più degli americani, hanno voluto esprimere una significativa solidarietà con il gran numero di chi ha contestato le manipolate elezioni presidenziali in Iran e hanno considerato il continuo coinvolgimento di Ramadan con Press TV come un aspetto squalificante del suo curriculum. L’indifferenza dell’amministrazione Obama rispetto a questo punto, considerato anche il suo debole approccio alla dittatura religiosa iraniana, poteva essere prevedibile.

In più, Ramadan è criticabile pure a causa del suo stretto rapporto con Yusuf Al-Qaradawi, fondamentalista religioso e promotore della Shariah. Al-Qaradawi, uno tra i più retrogradi rappresentanti dell’odierno intelletto islamico, giustifica la mutilazione genitale femminile, una posizione che di rado un religioso islamico assume apertamente. Inoltre dà il proprio appoggio al terrorismo contro Israele e ha dichiarato di recente che il capo dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas dovrebbe essere lapidato a morte alla Mecca sulla base delle accuse secondo cui Abbas avrebbe incitato Israele a intervenire militarmente contro Hamas a Gaza.

Inoltre Ramadan collabora con Al-Qaradawi nel cosiddetto European Council for Fatwas and Research (ECFR), che rivendica l’autorità religiosa e legale su tutti i musulmani che vivono in Europa. L’appoggio di Ramadan ad Al-Qaradawi dimostra quanto sia ipocrita il suo presunto ripudio del terrorismo. Un rapporto diffuso nel 2009 dalla mia organizzazione, il Center for Islamic Pluralism, dal titolo A Guide to Shariah Law and Islamist Ideology in Western Europe - 2007-09, include una scrupolosa analisi del ruolo dell’ECFR nella richiesta di una “Shariah parallela” da applicare ai musulmani in Europa come anticipo di una islamizzazione che coinvolga tutto il continente. Nonostante in Gran Bretagna Ramadan abbia conseguito lo status di “rock star islamica”, questa stessa nazione gli vieta l’ingresso a causa del suo estremismo. E nonostante tra Al-Qaradawi e Ramadan vi siano delle differenze, la loro ideologia è la stessa. In Occidente la libertà accademica è ampiamente sfruttata come pretesto per proteggere l’Islam radicale. Bisogna smettere di garantire la libertà di coloro che questa libertà vogliono sfruttare al fine di distruggerla.

Il dipartimento di Stato dovrebbe ritirare immediatamente l’autorizzazione all’ingresso di Ramadan negli Stati Uniti.

© Hudsonny
Traduzione Andrea Di Nino

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Ritirare l’autorizzazione
    Ritirare l’autorizzazione all’ingresso non è niente, bisognerebbe incarcerarlo per istigazione all’odio razziale e apologia di reato.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here