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17 gennaio 2008

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“Se il sapere esige dialogo tra i diversi punti di vista (come si va ripetendo contro i 67 scienziati), perché il senato della Sapienza non ha invitato Joseph Ratzinger e Richard Dawkins? Perché un solo punto di vista?” Dice Paolo Flores d’Arcais sulla Repubblica (17 gennaio) Quel genio di Flores vorrebbe trasformare la Sapienza in Porta a Porta

“Ma è ancora più ‘curioso’ che lo schieramento che aveva difeso l’indipendenza dei giudici di fronte agli sproloqui sulle ‘toghe rosse’, ieri non abbia fatto la sola cosa sensata che poteva fare: accettare le dimissioni del ministro inquisito per permettergli di difendersi liberamente” Dice Gabriele Polo sul Manifesto (17 gennaio) Spesso sono i particolari che cambiano la qualità delle “cose”. Per esempio quello striminzito avverbio, buttato lì da Polo alla fine di una sua frase: “liberamente”, cambia immediatamente la natura del Manifesto, da quotidiano politico di cultura estremistica a giornale umoristico

“Qui ci vogliono grandi segnali di discontinuità” Dice Walter Veltroni al Corriere della Sera (17 gennaio) Nonostante il parere di carissimi amici, nonostante alcune iniziative positive del sindaco di Roma, quando ascoltiamo Walter ci chiediamo sempre se alla fine la banalità non sia più pericolosa della cattiveria

“Strano tempismo, come Berlusconi nel ’94" Dice un titolo del Corriere della Sera a un’intervista a Oscar Luigi Scalfaro (17 gennaio) Se leggi le parole di questa intervista, trovi il compunto ragionare del’ex presidente sui difficili rapporti tra politica e magistratura, se ne leggi il tono e il senso profondo scopri il compiacimento del killer per il ripetersi di gesta simili alle sue

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