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L'uovo di giornata

2 giugno: in Italia diritti e regole a geometria variabile

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Il 25 aprile su questo giornale criticammo aspramente la partecipazioni dell’ANPI alle cerimonie celebrative della Resistenza, commentando duramente le “vergognose e imbarazzanti immagini” di assembramenti proibitissimi in pieno lochdown.
Non meno severa fu Mirta Merlino che interruppe il 28 aprile il collegamento della Sua trasmissione con Genova nel momento in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte era al centro di una ressa di giornalisti, operatori tv e maestranze alla inaugurazione del nuovo ponte, più o meno nel periodo in cui le forze dell’ordine correvano dietro con gli elicotteri persino ai malcapitati pescati a correre in una spiaggia deserta.
Era il periodo, per capirci, che il Premier era tutti i giorni in TV ad illustrare i suoi sterminati DPCM e le regole che i cittadini dovevano rigorosamente rispettare.
Siamo adesso nella Fase 2 ma come è noto sono ancora in vigore regole molto severe, sanzionabili con multe salatissime, per chi non le rispetta, all’aperto o al chiuso, se vengono violate le norme sul distanziamento.
Non possiamo allora che giudicare con lo stesso metro la manifestazione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia dl pomeriggio del 2 giugno mettendoci nei panni degli albergatori, ristoratori, baristi, operatori del turismo ancora fulminati se sgarrano di un centimetro.
Finchè in Italia ai piani alti si continuerà a pensare che “le norme si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici” e che “tutti i cittadini italiani sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri” non c’è speranza di rispetto per le Istituzioni davanti a vorticosi cambi di giudizio basati sulle semplici convenienze, sino al punto di dover guardare con tenerezza il musicista forcone arancione Pappalardo dandogli l’attenuante mozartiana del “così fan tutti”.
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1 COMMENT

  1. Lockdown Lockdown. Ma meglio usare la lingua italiana “chiusura” che ci evita spiacevoli sgrammaticature della lingua inglese che usiamo sempre più spesso per darci un tono come fece Renzi e non ultimo DiMaio col termine “waind” per intendere WIND. Consiglio a tutti gli esterofili di seguire interessante trasmissione della domenica mattina del prof. Sabatini che più volte ci esorta all’uso di termini italiani quando esistono, così ci capiamo meglio anche senza dover ricorrere a termini stranieri. 😊. Corrado MUSIANI

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