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25 aprile. Napolitano e Berlusconi al Teatro della Scala per le celebrazioni

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Un lungo applauso, durato oltre due minuti, ha accolto l'ingresso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano al Tetro alla Scala per le celebrazioni del 25 aprile.

Il presidente della Repubblica, accompagnato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha preso posto al centro del teatro ed in piedi ha ascoltato l'inno nazionale diretto da Daniel Baremboim. Alla sinistra del Capo dello Stato siede la vicepresidente della Camera Rosy Bindi mentre alla destra di Berlusconi siede il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. In sala oltre al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e a quello della Provincia, Guido Podestà, il sindaco di Milano Letizia Moratti e numerose personalità del mondo politico locale. Un piccolo fuori programma si è avuto quando una volta terminato l'inno nazionale dai palchi si è levato un viva l'Italia. presenti anche numerosi ex partigiani aderenti all'Anpi.

Ad accogliere Napolitano è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale è arrivato in anticipo e lo ha atteso all'esterno del teatro. Il premier si è fermato a salutare i cronisti ed è poi entrato senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Il presidente della Repubblica ha iniziato la sua giornata milanese commemorando Luigi Nono, il compositore morto 20 anni fa di cui era amico personale. E lo ha fatto assistendo al concerto per i giovani tenuto dall'orchestra coro di Milano Giuseppe Verdi, diretto dal maestro Francesco Maria Colombo. Al suo arrivo in sala il Presidente è stato accolto con una standing ovation dal pubblico, composto fra gli altri da circa 650 studenti delle scuole medie e superiori. Napolitano si è seduto in platea accanto al sindaco Letizia Moratti e alla vedova del compositore, Nuria Schoenberg. Vicino a loro anche il presidente della Provincia, Giudo Podestà, e l'assessore Gianni Rossoni in rappresentanza della Regione.

Il programma consisteva nel canto sospeso su frammenti di lettere di condannati a morte della resistenza europea, composto da Nono fra il 1955 e il 1956. Un programma "certamente non facile come molte delle opere di Nono", ha ammesso il sindaco. "Credo però - ha aggiunto - che concerti così intensi, con parole così struggenti, comunque rimangano negli animi dei giovani". Anche il presidente ha apprezzato l'esecuzione: "Una celebrazione meravigliosa - ha detto lasciando fra gli applausi l'Auditorium - anche perché sono state lette alcune straordinarie lettere dei condannati a morte".

Domani, invece, il sindaco di Roma Gianni Alemanno sarà al Museo della Liberazione di via Tasso per commemorare il 65esimo anniversario del 25 aprile. La giornata di Alemanno inizierà con la deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria. "Accompagnerò il presidente Napolitano a deporre una corona d'alloro al Vittoriano", ha spiegato Alemanno a margine della composizione del tabellone degli internazionali di tennis di Roma. "Andrò anche al Museo di via Tasso dove si terrà un convegno molto importante - ha aggiunto il sindaco - poi deporremo un'altra corona a Forte Bravetta".

Sulle scritte apparse questa mattina contro Alemanno e l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italia) e a favore della Repubblica Sociale Italiana (La prima scritta «Alemanno e Anpi infami tutti quanti» è stata vergata sulla tangenziale est, all'altezza del ponte della Salaria, l'altra al Ponte delle Valli recita: «25 aprile onore alla Rsi»), il primo cittadino si ha commentato che "sono cose che purtroppo avvengono ma non bisogna dargli troppa importanza e trattarli per quello che sono, cioè episodi totalmente marginali rispetto a un evento condiviso nella memoria di questa città e di tutta Italia". "Chi fa - ha aggiunto - queste brutte cose lo fa per attrarre l'attenzione, per protagonismo, quindi non bisogna dargli troppa importanza". 

 

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