Oggi l’accordo tra PdL e Lega, per la Rai la partita è ancora lunga

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Oggi l’accordo tra PdL e Lega, per la Rai la partita è ancora lunga

21 Maggio 2008

Dopo la riunione fiume di ieri, torneranno a vedersi oggi per trovare un accordo definitivo sulle presidenze delle 28 commissioni parlamentari i presidenti dei gruppi del Pdl di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri con i loro rispettivi vice Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello. Ultimi dettagli da sistemare insieme alle poche caselle che ancora hanno bisogno di andare a posto. E così i responsabili dei gruppi nei due rami del Parlamento si rivedranno oggi in mattinata per chiudere la partita anche perché il tempo stringe. Infatti per domani è fissata la prima riunione delle commissioni permanenti del Senato che dovrà eleggere gli uffici di presidenza in quest’ordine: le Commissioni dalla I alla VI si riuniranno a partire dalle 12, mentre alle 12,45 toccherà alle Commissioni dalla VII alla XIII. Stessa situazione per la Camera dove oggi dovranno essere consegnati i nomi dei rispettivi rappresentanti nelle singole commissioni. Quindi il tempo scorre.

Come detto però gran parte del lavoro è stato fatto e le tessere che mancano per completare il puzzle sono poche. Ultimi dettagli e resistenze finali da superare, come quelle in An dove la corrente legata a Gianni Alemanno starebbe cercando nelle ultime ore maggiori spazi per i propri fedelissimi. Stessa situazione in Forza Italia dove a pesare sulla trattative ci sono ex ministri come Martino e Pisanu in cerca di una sistemazione. Per quest’ultimo l’ipotesi è la presidenza della Commissione Antimafia. Ed a complicare ulteriormente il quadro, ritardando l’intesa, anche la Lega Nord che nelle ultime ore si è messa di traverso alzando il prezzo delle proprie richieste. Sei presidenze di commissione questa la posizione leghista, convinta di dover pesare di più anche sul fronte parlamentare. Una posizione non condivisa soprattutto da Forza Italia pronta al massimo ad offrire cinque presidenze. Qui lo stallo che però oggi dovrebbe essere superato garantendo in tutto sei presidenze ai leghisti di cui però una riguardante una commissione bicamerale.

Per quanto riguarda, invece, la ripartizione per le altre formazioni politiche l’accordo dovrebbe ricalcare grosso modo questo schema:  6 presidenza ad An (tre alla Camera e tre al Senato), 16 a Forza Italia, una a Lamberto Dini e una ad Alessandra Mussolini. Più incerta è la collocazione dei nomi per le singole caselle. Tra i “certi” a Montecitorio ci sono l’avvocato di An Giulia Buongiorno, che sicuramente dovrebbe diventare il prossimo presidente della commissione Giustizia, mentre il leghista Giancarlo Giorgetti è destinato alla Bilancio. Per l’azzurra Valentina Aprea, fuori dal giro dei sottosegretari, ci sarà come compensazione la Cultura. L’altro forzista Domenico Di Virgilio andrà agli Affari Sociali e Filippo Ascierto di An alla Difesa, anche se voci dell’ultima ora danno in corsa pure il generale Roberto Speciale. Questo il quadro delle presidenze che ieri sera erano indicate come certe. Sul fronte delle incertezze c’è la presidenza della commissione Affari Costituzionali contesa tra due forzisti: Donato Bruno ed Enrico La Loggia. L’ex ministro Martino potrebbe trovare posto alla commissione Esteri anche se dovrà vedersela con la concorrenza di Margherita Boniver. Per le Politiche Comunitarie la Lega aveva espresso il proprio gradimento affidandola a Stefano Stefani, ma i nomi più accreditati per il momento sembrano essere invece quelli di due esponenti di An, Stefano Saglia e Manlio Contento. Per la Lavoro invece il ballottaggio è tra il repubblicano Giorgio La Malfa ed il leghista Davide Caparini. Tra gli ex ministri fuori dalla partita governativa ed in cerca di un “posto al sole” tra le presidenze c’è pure Mario Landolfi che fino a qualche giorno fa era accreditato per la presidenza della Cultura. Nelle ultime ore invece sembra essere ritornato sulla Commissione Trasporti e Comunicazioni dove però dovrà vincere la forte resistenza della Lega che punta su Andrea Gibelli. Alle Attività Produttive il nome più accreditato è quello dell’azzurro Mario Valducci anche se An con Stefano Saglia ci sta facendo un pensierino. Per le Finanze le ipotesi di ieri sera davano in vantaggio l’azzurro Gianfranco Conte ma alla fine potrebbe andarci La Malfa qualora il leghista Caparini la spuntasse alla Lavoro. Infine Franco Stradella potrebbe andare alla guida della commissione Ambiente, mentre per l’Agricoltura si fa il nome del leghista Angelo Alessandri.

Incertezza anche a Palazzo Madama dove per ora i certi di sedere sulla poltrona di presidente sono il forzista Antonio Azzolini alla Bilancio e Mario Baldassarri di An alle Finanze. Certi di una poltrona anche Giuseppe Valditara (An) alla Cultura e gli azzurri Luigi Grillo alla Lavori Pubblici con Antonio Tomassini alla Sanità anche se a questa “piazza” aspira pure l’ex sottosegretario Cesare Cursi. Qui terminano le certezze perché già per la Commissione Affari Costituzionali c’è duello, tutto interno a Forza Italia tra Carlo Vizzini, che sarebbe il favorito, ed Andrea Pastore, mentre alla Giustizia, a cui guardano con interesse due pennini come Giuseppe Valentino e Antonino Caruso, potrebbe spuntarla alla fine l’azzurro Roberto Centaro. A pesare sarebbe la scelta per la II commissione della Camera  destinata alla finiana Giulia Bongiorno. Agli Esteri dovrebbe andare Lamberto Dini, un ritorno il suo dato che già nella scorsa legislatura era stato presidente, mentre alla Difesa Luigi Ramponi. In realtà qui la partita è ancora aperta visto che in corsa ci sarebbe pure il leader di Italiani nel mondo Sergio De Gregorio che vorrebbe continuare il lavoro iniziato nella scorsa legislatura. All’Agricoltura ballottaggio tra Laura Allegrini di An e Paolo Scarpa Bonazza Buora di Forza Italia e per l’Industria Aldo Scarabosio e Giampiero Cantoni, entrambi azzurri, si contendono il posto di presidente. Per la Lavoro si fanno i nomi di Oreste Tofani (An) e del leghista Massimo Garavaglia mentre all’Ambiente è dato quasi per certo l’arrivo di un altro esponente del Carroccio, Giuseppe Leoni. Ancora scoperta la casella delle Politiche Comunitarie.

Inoltre sempre domani si voterà per le giunte che per prassi spettano all’opposizione. A quella per le Immunità del Senato nelle ultime ore Marco Follini sarebbe riuscito a scalzare Enzo Bianco. Per quanto riguarda invece le giunte della Camera i candidati sono Pierluigi Castagnetti alle Autorizzazioni e Maurizio Migliavacca alle Elezioni. Votazioni anche per il Copasir, l’ex Copaco, dove per la guida sembra in vantaggio l’ex vicepremier Francesco Rutelli rispetto ad Arturo Parisi che comunque resta in corsa. Più complessa l’elezione della nuova Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai dove sembra che l’opposizione sia intenzionata a proporre come presidente il nome di Leoluca Orlando. Condizionale d’obbligo visto che più di un rappresentante del Pd storce il naso e dalla maggioranza almeno per il momento fanno sapere di non aver ancora valutato la questione. Probabilmente qui i tempi slitteranno anche in virtù del fatto che il CdA della Rai scade il 31 maggio e senza accordo sul nuovo consiglio è difficile che si giunga anche alla formazione della Vigilanza.