Alitalia: anche per la stampa tedesca Berlusconi è un genio

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Alitalia: anche per la stampa tedesca Berlusconi è un genio

26 Marzo 2008

Tutti
a stracciarsi le vesti per un editoriale velenoso del Wall Street Journal su
Berlusconi e Alitalia. Ma in questo momento gli unici commenti internazionali
da tenere d’occhio sul serio sono quelli tedeschi. Come i tre articoli in 48
ore della tedeschissima Frankfurter Allgemeine.

Chi scrive martedì scorso è stato
letteralmente sommerso di telefonate da amici e conoscenti, grossomodo tutte
sullo stesso tema: le critiche del Wall Street Journal a Silvio Berlusconi.

Per il vero, pur avendo notato anch’io il
pezzo (si intitola “Silvio and Alitalia”) non vi ho dato granché peso.

Non per superbia o ignoranza – ci
mancherebbe altro, il WSJ è una lettura quasi obbligata per chi vive non sulle
nuvole ma in questo mondo – bensì per una serie di considerazioni.

La prima è che non provo grande amore per
articoli non firmati, soprattutto se non si limitano a riportare fatti ma
prendono posizioni precise. So bene che è un costume abbastanza diffuso nel
giornalismo anglosassone (basta pensare all’Economist), dove un pezzo spesso
subisce tante di quelle rielaborazioni da risultare irriconoscibile perfino
agli occhi del suo “padre” originario. So altrettanto bene, però, che un
editoriale velenosetto buttato così,  con
assoluta nonchalance, nel bel mezzo di una campagna elettorale
si presta a esacerbare i già bollenti spiriti.

La seconda ragione è che il WSJ in
passato ha già ospitato interventi di commentatori italiani, spesso autorevoli
ma mai carezzevoli con Berlusconi. E se si considera che Veltroni da sempre
cura moltissimo i rapporti con la stampa straniera – vedi il coccolosissimo
articolo dedicato a Walter dal WSJ di oggi – 
di cosa ci si stupisce?

La terza ragione è che, per quanto le
posizioni del WSJ siano interessanti, nel caso specifico di Alitalia non illuminano
granché l’intricato nodo della compagnia di bandiera. Molto meglio, allora,
dedicare le proprie letture internazionali alla tedeschissima Frankfurter
Allgemeine Zeitung (la FAZ).
La quale, nell’arco di 48 ore, ha mandato in rotativa ben 3 articoli dedicati
ad Alitalia, Berlusconi e dintorni.

Ironia della sorte, martedì, mentre i
mezzi d’informazione di casa nostra si accapigliavano a “rimbalzare” il Wall
Street Journal, nessuno o quasi si prendeva la briga di leggere un interessante
e lungo commento di Tobias Piller dalle pagine delle FAZ.

Il pezzo, pur non risparmiando una (molto
lieve) ironia sui conflitti d’interesse di Berlusconi, mette in luce la
genialità della mossa del nostro.

Il quale in un sol colpo ha costretto
Prodi a uscire dal dimenticatoio in cui i Veltroniani lo avevano relegato; ha
screditato in tronco la gara-patacca di Padoa Schioppa; ha messo in luce le
contraddizioni aeroportuali di Walter Veltroni (cui è almeno in parte da
ascrivere la misère di Malpensa); ha esaltato le diversità tra i prodiani
(Bianchi che assicura la possibilità di decidere entro la fine del 2008; Padoa
Schioppa che dice l’opposto).

Se ci aggiungi l’ostilità manifesta della
FAZ per una cordata tutta italiana, capirete anche voi che i giornali tedeschi
una volta tanto sono parecchio più interessanti di un commento del WSJ.