Berlusconi annuncia: “Finanziaria taglia-costi, sì al trattato di Lisbona”

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Berlusconi annuncia: “Finanziaria taglia-costi, sì al trattato di Lisbona”

19 Giugno 2008

All’Assemblea nazionale della Confcommercio il premier Silvio Berlusconi si sente a casa. Clima amichevole e battute di spirito per un intervento a cui il presidente del Consiglio non può rinunciare. Appena giunto all’Auditorium di via della Conciliazione, accompagnato da Gianni Letta, Berlusconi sprona e incoraggia: "Siete una forza importante, una forza importantissima per la nostra economia". Alla platea poi dice: "Grazie, voi mi avete sempre aiutato e supportato".

E’ lo stesso premeir quindi ad aprire i lavori perché nel pomeriggio è atteso a Bruxelles per il vertice Ue sul trattato di Lisbona. Si rivolge al presidente della Confcommercio Carlo Sangalli e all’assemblea: “Sono assolutamente soddisfatto della squadra di governo – confida il premier. Sono convinto che questa è la nuova classe dirigente che potrà rinnovare il Paese e fare bene per tutti gli italiani”. “Il nuovo gruppo di ministri – sottolinea – comprende uomini di esperienza e molti, molti giovani, pieni di entusiasmo, passione e concreti”. Poi, alzandosi e scusandosi con i presenti, lascia sul tavolo una copia della Finanziaria approvata ieri dal Consiglio dei Ministri: “Lascio qui un piccolo spicchio di finanziaria, approvata ieri, che è innovativa e straordinaria, anche perché va a coprire un periodo di tre anni”, dichiara Berlusconi puntualizzando che la finanziaria “sarà approvata in tempi brevi dal Parlamento” e che la manovra consentirà di “non accumulare deficit su deficit e che il pareggio di bilancio è previsto per il 2011”. “E’ straordinaria – spiega il premier – perché dovrebbe farci uscire dalle finanziarie che occupavano il Parlamento per tutto l’autunno e che uscivano dal Parlamento cariche di tutte le richieste dei singoli parlamentari e delle singole lobbies”.

Le casse dello stato contano più uscite che entrate, fa ancora rilevare il premier: “Lo Stato è eccessivamente dispendioso: costa il 50 % in più rispetto a qualunque altro stato dell’Unione”. Ecco perché con tutta la squadra di governo ha studiato una manovra decisamente taglia-costi. All’assemblea, Berlusconi ha inoltre spiegato che le strade percorribili per risanare i conti italiani erano due: si poteva “mettere le mani nelle tasche degli italiani aumentando le imposte o ridurre i costi. Abbiamo scelto questa seconda opzione perché crediamo che un governo liberale possa tenere presenti i bisogni di quelle classi meno fortunate”. Berlusconi infine conclude: “Ho eliminato vincoli e lacciuoli intraprendendo la strada della semplificazione”.

Prima di scappare via e prendere il volo verso Bruxelles, Berlusconi lancia un messaggio agli alleati della Lega e anticipa la sua posizione in merito al trattato di Lisbona: "L’indicazione del governo sarà quella di approvare il trattato". Parlando del “no” di Dublino, il premier sostiene che l’Europa è “arretrata. Il Vecchio Continente ha perso il suo smalto”. Berlusconi è in gran forma e si sente pronto a salvare l’Unione Europa tutto da solo: “Vado a ricostruirla”, ha detto, confidando anche sul riallineamento della Lega, che con Bossi ha appena dato il via libera all’approvazione del trattato: “Penso che lo voteremo. Se non l’avesse votato la Gran Bretagna sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi”. Superato dunque il contrasto che in settimana aveva visto il Carroccio prendere le distanze dalla posizione del governo espressa dal ministro degli Esteri Frattini.

Giunto nella capitale belga intorno alle 14, Berlusconi ha subito raggiunto il palazzo dell’Accademia Reale, dove si svolge la riunione dei leader del partito Popolare europeo che tradizionalmente precede i lavori dei capi di stato e di governo dell’UE. Il presidente della Commissione Manuel Barroso ha presentato alla stampa i temi che saranno all’ordine del giorno del summit europeo: "Verranno discusse le proposte concrete della Commissione sulla situazione economica che al momento è la nostra principale preoccupazione. Mi riferisco soprattutto all’aumento dei prezzi del petrolio e degli alimenti". Barroso si è soffermato anche sul no irlandese al trattato di Lisbona: "Bisogna rispettare l’esito del referendum ma intanto si muovano i paesi che ancora non hanno ratificato il trattato. E poi – aggiunge Barroso – bisogna dare tempo agli irlandesi affinché si possa lavorare in modo costruttivo e arrivare a soluzioni concrete per l’Europa".

Alle affermazioni di Berlusconi sulle “continue esternazioni dei commissari europei”, accusati di dare "un gran da fare ai ministri di tutti i governi nazionali", pronta è la risposta di Pia Ahrenkilde, portavoce della Commissione europea: "E’ un dovere dei commissari europei parlare e dare la loro opinione sulle politiche comunitarie. Per il resto – ha concluso la portavoce – non ho altri commenti da fare".