Impronte ai Rom, Maroni, Frattini e Ronchi indignati per bocciatura Strasburgo

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Impronte ai Rom, Maroni, Frattini e Ronchi indignati per bocciatura Strasburgo

10 Luglio 2008

Il ministro Ronchi: Il governo italiano respinge "con forza ed indignazione" il voto del Parlamento europeo di oggi.

"Voto che stigmatizza la raccolta delle impronte digitali per i nomadi in Italia". Ronchi ha definito il voto di oggi "una delle pagine peggiori delle istituzioni europee".

"Questo governo andrà avanti senza alcuna incertezza" anche dopo il voto del Parlamento europeo. Il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, lo ha detto in una conferenza stampa congiunta con i colleghi dell’ Interno, Roberto Maroni, e degli Esteri, Franco Frattini. Pronto anche il commento del ministro dell’Interno Maroni: "Indignato per voto Ue, basato su falsità".

L’accusa di razzismo dell’Europarlamento, ha osservato Ronchi, è "infondata, moralmente inaccettabile e la respingiamo al mittente". A fargli eco, il ministro degli Esteri Fanco Frattini che ha parlato di "accuse di razzismo indegne e da respingere".

Oggi era arrivato il no del parlamento europeo al rinvio della votazione sulle misure italiane per il censimento delle impronte ai rom. Quindi la votazione della risoluzione che impone al governo di attendere il parere della Commissione che ha già definito la proposta Maroni "contraria alle leggi europee". Con 336 sì il parlamento europeo ha approvato la mozione per una risoluzione sul prelievo delle impronte rom in Italia: la risoluzione di Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea sui Rom è passata con 336 sì, 220 no e 77 astenuti. Il testo chiede al governo italiano di attendere il parere della Commissione europea sulla misura, definita dalla risoluzione in contrasto con le norme Ue contro la discriminazione. In precedenza il Partito Popolare Europeo aveva chiesto il rinvio a settembre il voto sulla mozione sulle impronte rom. Richiesta respinta con 316 no.

Le autorità italiane hanno inviato ieri una prima risposta alla nuova lettera della Commissione Ue per chiedere ulteriori chiarimenti sulla raccolta delle impronte digitali nei campi rom. Lo ha riferito il commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot, all’europarlamento, indicando che la Commissione Ue è intenzionata a raccogliere "tutte le informazioni necessarie".