Milano, il dogma dello stadio pubblico fatica a cadere

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Milano, il dogma dello stadio pubblico fatica a cadere

Milano, il dogma dello stadio pubblico fatica a cadere

06 Ottobre 2022

Da anni si aspetta il nuovo stadio di Milano, ora si intravede la luce in fondo al tunnel ma è bene non cantar vittoria troppo presto. Dopo una consiliatura di rimpalli, la seconda giunta Sala ha imposto un Dibattito Pubblico, su modello francese. Proprio ieri c’è stato il terzo appuntamento, in cui i rappresentanti di Milan e Inter hanno ribadito i motivi per cui è importante costruire il nuovo impianto. Anche se il rendering che era stato mostrato alla stampa (in foto), è sparito proprio dal dibattito istituzionale di questi mesi.

La discussione prosegue, ma le resistenze continuano e non si placano. Le voci di una “ristrutturazione di San Siro” continuano ad aleggiare, nonostante sia evidente anche ai meno esperti di calcio che un intervento simile da realizzare durante una stagione in cui si gioca ogni tre giorni sarebbe una follia. Così, nei giorni in cui le due società hanno strappato uno sconto sul canone da versare al Comune durante gli anni di pandemia, proliferano le proposte in questa direzione.

Visto che questo caos non era sufficiente, la politica continua a metterci del suo. Nelle ultime ore Ignazio La Russa, co-fondatore di FDI e noto tifoso interista, ha sottoposto a Beppe Sala, anche lui interista, un suggerimento non certo inedito. Il senatore vorrebbe mantenere San Siro e, allo stesso tempo, permettere la costruzione del nuovo stadio, “La Cattedrale”. Il sindaco di centrosinistra ha subito contattato i due club. “Ho chiamato ieri l’Amministratore Delegato dell’Inter Antonello e mi ha detto che ne avrebbe parlato con il presidente del Milan Scaroni. Li ho visti un po’ perplessi. Però gli ho chiesto di rifletterci”, ha rivelato ai cronisti.

Questo retroscena rivela, tra le altre cose, che la  politica non ha la minima idea di cosa serva a una società di calcio per essere competitiva nel 2022 né tantomeno di come siano strutturati gli stadi e le aree limitrofe degli altri grandi club europei. Il dogma dello stadio pubblico, insomma, fatica a cadere.