Rifiuti, a Napoli si inceppa il decreto “tolleranza zero”
11 Ottobre 2008
di Redazione
Il nuovo decreto contro l’emergenza rifiuti, quello della ‘tolleranza zero’, si arena proprio nella città da cui tutto è partito: Napoli. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna nel capoluogo partenopeo per la decima volta dall’inizio della legislatura e, per la terza volta, vuole con sè anche la squadra di governo. Piatto forte del Consiglio dei ministri di ieri è proprio il provvedimento che, tra l’altro, prevede il commissariamento per i Comuni che non adempiono agli obblighi di raccolta e il giro di vite, con tanto di rischio carcere, per chi sporca le strade. Ma è un decreto che suscita più di qualche perplessità tra alcuni ministri: alla fine niente via libera e un rinvio al pre-Consiglio.
E’ lo stesso premier ad assicurare che il provvedimento sarà varato nella prossima riunione dell’esecutivo, a confermare che il commissariamento continuerà a essere previsto (nonostante alcuni dubbi espressi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla procedura e sul fatto che riguardi solo la Campania). Ed è sempre Berlusconi a spiegare che sul fronte rifiuti buttati in strada, il governo sta "studiando norme più opportune per far sí che gettare una carta o un mozzicone, sia sanzionato con una multa o, nei casi piú gravi, addirittura con una sanzione penale". Insomma, una modulazione che va ancora discussa. La linea dura si potrebbe quindi ammorbidire, mentre la bozza del provvedimento stabiliva che, indipendentemente dalla natura dei rifiuti buttati, si potesse rischiare la reclusione da sei mesi a tre anni, e fino a quattro in caso di rifiuti pericolosi o per la realizzazione o gestione di una discarica non autorizzata.
fonte: APCOM
