La Tv di Veltroni ha appena debuttato ma è già vecchia

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La Tv di Veltroni ha appena debuttato ma è già vecchia

16 Ottobre 2008

Arriva la TV orizzontale. Sembrerebbe un’altra trovata marpionesca del solito Berlusconi; come se non gli bastasse più mettere in orizzontale le donne (tutte tranne la Santanché, che glielo aveva rimproverato in campagna elettorale). E invece stavolta il Cavaliere non c’entra niente: e non perché egli non si occupi più delle sue televisioni (sul che, visto il deludente trend di inizio stagione di Mediaset, verrebbe da credergli), ma perché a inventarsela è stato invece il suo diretto avversario, Veltroni. Niente battute: si tratta  dello slogan della nuova televisione del PD, tenuta a battesimo martedì all’insegna della “partecipazione”. Youdem TV intende ricordare sin dal nome il mondo di YouTube, fatto di contenuti prodotti dagli utenti/navigatori: una televisione “aperta”, fatta “insieme” ai cittadini, invitati a inviare i loro video per alimentare il palinsesto. Di conseguenza, la programmazione non poteva limitarsi a viaggiare sul “vecchio” satellite: doveva necessariamente passare anche dalla Rete, condividendone lo stile e le dinamiche, ubriacandosi di formule come “social networking” o “Web 2.0”, che fanno molto chic e (ormai) impegnano relativamente poco.

Una vera innovazione, non c’è che dire. Poco importa che, non molto tempo fa, la fu TV delle Libertà avesse già fatto sin dal principio dei contenuti inviati dagli utenti il suo punto di forza, grazie alla rete dei Circoli; e che, oltre a trasmettere su Sky, si fosse dotata di un sito web interattivo e multimediale che raccoglieva e riproponeva i video, con tanto di blog. Ma vuoi mettere con la televisione del PD? Qui lo spettatore può mettersi a suo agio nel rassicurante verde dello studio televisivo (mica il pacchiano blu elettrico della Brambilla!), e godersi l’intervento di Michele Serra nella rassegna stampa mattutina (vabbè, per l’esordio ha dato forfait, ma è il bello della diretta), o di Gianni Riotta che, sotto le mentite spoglie dell’innocuo interlocutore di una chiacchierata informale, va a intervistare Walter in casa sua. O ancora, stiracchiandosi sul divano, può assistere alla frizzante performance di Paolo Gentiloni nel talk show serale, o assaporare un acuto editoriale di Concita De Gregorio; oppure…

Un attimo: ma non s’era detto che Youdem era una TV orizzontale? E allora cosa ci fanno in video il corsivista di Repubblica, la direttrice dell’Unità, l’ex ministro unionista delle Comunicazioni, il direttore del TG1 familiare con il segretario del partito? Si dirà: ma insomma, cotanta televisione non poteva mica esordire con le “Considerazioni sulla società” dell’utente “Padella”, o con il video “Mobbing” dell’utente “Spazio”; almeno per il debutto, qualche grossa firma ci voleva. Come sa bene anche l’amico D’Alema (che intanto rosica sotto i baffi per non poter aprire i battenti della sua ReD TV prima del 4 novembre): per la sua striscia quotidiana ha assoldato (al modico prezzo di un euro al giorno, pare) nientemeno che Lucia Annunziata, giusto per far capire che quando il gioco si fa duro etc. etc.. Al contrario di Veltroni, però, Baffino non ne ha fatto una questione di orientamento nello spazio: non ha cercato di far passare la sua ReD per orizzontale, verticale o diagonale, si è annesso zitto zitto la Nessuno TV vicediretta da Mario Adinolfi, ha cercato un paio di firme di parlamentari per ottenere un po’ di contributi (poco importa che i primi due prescelti si siano poi tirati indietro), insomma più che strombazzare la novità si è messo a lavorare.

Il fatto è che Youdem TV, come ogni canale televisivo che si rispetti, prevede una sequenza ben definita di programmi, con appositi conduttori e ospiti di sicura attrattiva. Se ne accorge al primo sguardo chi si sintonizza sul canale 813 di Sky, e si trova di fronte a uno studio TV da notiziario piuttosto tradizionale, tanto nella scenografia quanto nelle inquadrature, popolato da personaggi che parlano e si muovono come fa chiunque si muova di mestiere davanti a una telecamera (forse un po’ peggio della media). L’impressione complessiva è piuttosto statica, più vicina a certi telegiornali in bianco e nero dell’epoca preberlusconiana che alla Current TV di Al Gore, richiamata spesso e volentieri dagli spot di presentazione. I format che compongono l’ossatura del palinsesto sono tutt’altro che inauditi: rassegne stampa, talk show, interviste. Sono questi il piatto forte di Youdem, nonostante l’abbondanza dei video prodotti e inviati dagli utenti, che come negli altri casi di Web TV restano un elemento di attrattiva più per il fatto di esserci che per i contenuti effettivi. Il bello della televisione democratica, insomma, sta ancora tutto nel termine “televisione”, più che in quello “democratica”: forse a Veltroni, oltre quella orizzontale, converrebbe sperimentare altre posizioni.